di Fabrizio Basso

Mamma mia, 47 anni e non sentirli. Ma non anagrafici, di carriera. I Nomadi hanno davvero solcato la storia d'Italia. E continuano a farlo. Ora, dopo lustri di originali composizioni, si regalano un album di cover. Si intitola, guccinianamente, RaccontiRaccolti e lo hanno presentato a Milano, ospiti di una caro amico, Don Mazzi. Nella foresteria della comunità Exodus questi eterni giovani, Beppe Carletti, Daniele Campani, Cico Falzone, Danilo Sacco, Massimo Vecchi e Sergio Reggioli, si sono vestiti prima da cuochi e poi da camerieri e per qualche ora hanno mollato gli strumenti di lavoro. Ma hanno raccontato quale filosofia si cela dietro questo album che raccoglie Hey Man di Zucchero, L'Isola che non c'è di Edoardo Bennato, Monna Lisa di Ivan Graziani, La leva calcistica della Classe '68 di Francesco De Gregori, Piero e Cinzia di Antonello Venditti in medley con Redemption Song di Bob Marley, Prima del Temporale di Enrico Ruggeri, Stranamore di Roberto Vecchioni, Il Giorno di Dolore che uno ha di Ligabue (dedicata al giornalista Stefano Ronzani, ndr), Autogrill di Francesco Guccini, Chi mi Aiuterà di Ricky Gianco, Vent'Anni di Massimo Ranieri e Due Re senza Corona dei Nomadi stessi.

Come mai un album di cover?
Ci sono passati tutti, compresi i Beatles. Sentivamo che era il momento.
Scelte particolari?
Abbiamo rispetto per i brani scelti e abbiamo cercato di fare nel miglior modo possibile.
Certo che la scelta sarebbe smisurata. Sono tutte grandi canzoni, non ci sono quelle canzonette che oggi si sentono in giro. Non potremmo mai fare Figli delle Stelle: ci vuole la faccia per proporre certe canzoni.
Ciò non toglie che avevate milioni di combinazioni possibili.
Vero. Ma ad esempio De Andrè e Battiato sono abusati. E comunque Faber lo abbiamo già fatto. Così come Bertoli e Battisti.
E quel Bob Marley improvviso?
Casuale.
Non temete critiche? Ultimamente tanti hanno optato per album di cover.
Lo sappiamo ma non vediamo controindicazioni. In questi 47 anni di storia abbiamo fatto un lavoro che ci ha portato qualche merito.
Questo è il primo vostro disco senza impegno sociale.
Dopo tante canzoni ci sta una riflessione e poi saremmo dovuti andare contro il mondo intero. L'Italia è un paese alla deriva rispetto agli altri paesi europei, forse con la sola esclusione della Grecia. La fortuna e la salvezza dell'Italia sono gli italiani.
La Lega avanza anche nella vostra rossa Emilia.
Ma ormai anche loro hanno le mutande sporche. Hanno preso il posto del vecchio PCI: parlano nelle fabbriche e con la gente. Sa qual è il problema di fondo?
No.
Che l'emiliano è diventato ricco e ha smarrito le sue radici. Oggi a fare il Parmigiano Reggiano ci sono per lo più pakistani: e sono bravissimi.
Con Hey Man anche le radio hanno dovuto accogliervi.
Vero. Ci spiace un po' però esserci arrivati tramite Zucchero e non con una nostra canzone.
Pronti per eseguire dal vivo RaccontiRaccolti?
Prontissimi. Siamo in grado di farle tutte ma non ne faremo più di 4 o 5 a sera. Ma a rotazione. Cominciamo il 13 novembre da Ascoli Piceno.
Come ve la cavate con internet?
Bene ma bisogna spiegare alla gente che rubare la musica è un furto. E' sbagliato dare musica gratis, c'è tanta gente che ci lavora.
Nel 2013 festeggiate i 50 anni di carriera.
E' incredibile. Un traguardo pazzesco. Festeggeremo!