di Fabrizio Basso

Jamiroquai il malmostoso. Jason Kay raccoglie in un corpo tutte le contraddizioni di una popstar. E anche la rabbia. Una certa rabbia che gli impedisce di parlare di politica ma non di criticare Bibbia e Corano, Olimpiadi e music system. E' l'alba quando lo incontriamo in un albergo milanese. L'alba per lui, uomo della notte, non per l'umanità anonima che alle 10.30 ha le maniche rimboccate da almeno un paio d'ore. E' nervoso e gli occhiali scuri non si alzano dalle sue pupille. Parla con la mano davanti alla bocca, in fretta, come volesse mangiare parole e pensieri. Ogni tanto cinguetta qualche motivetto di Rock Dust Light Star, il nuovo album di inediti appena uscito. Ci vuole un pochino perché si sciolga. Perché ricompaia il Jason che avevamo già incontrato nel 2005. Più sereno. Appena un pochino. E la domanda alza occhiali è semplice, ai confini della banalità.

Mister Kay è così rabbuiato oggi o lo è sempre?
Ci sono regole che non riesco a digerire. Sempre a parlare con i giornalisti, con le tivù, le radio. Ora c'è lei, tra un po' magari un altro suo collega. Fra due giorni la scena si ripeterà in un altro paese.
Ma è il suo lavoro.
Lo so, infatti poi rallento il respiro ed entro nel meccanismo ma è difficile avere qualcuno dietro, che rappresenta la tua major, che ti consiglia di cosa parlare e di cosa non parlare.
Consiglia? Pare un eufemismo.
Faccia lei. Mi devo preoccupare di tutto: promozione, il singolo, la cover....mi sento troppo controllato.
Era un eufemismo. Ok, parliamo del disco.
E' registrato live. Non avevo voglia di suoni costruiti al computer.
Il tour?
Credo a marzo 2011, anche se in realtà date ne facciamo sempre e io fatico ad abituarmi al contesto.
Cioè?
Per una  paio d'ore sei davanti a migliaia di persone poi ti ritrovi da solo in albergo a guardare le valige: è una dicotomia destabilizzante.
E' un album tutto suo, nessuna collaborazione.
Basta con 'sti dischi pieni di feat...sembra che non ci sia più una idea da portare avanti in autonomia.
Ci sono anche tanti ritorni, tipo i Take That.
Mi eccita l'idea (è profondamente ironico, ndr).
Ha visto il video di Robbie Williams e Gary Barlow?
Quello del brano Shame?
Quello.
Ci manca che si spalmino la crema sulla schiena.
Lei è fidanzato?
No ma ho una attività sessuale regolare se può interessarle.
Più che a me alle sue fan. Le portano le Olimpiadi a Londra: contento?
E' una follia spendono 13 bilioni di pound per tre settimane di sport. E' il bacio della morte per Londra e gli inglesi. Ci saranno più spese che guadagni e noi inglesi ci ritroveremo in guai peggiori degli attuali.
Siamo una società alla deriva. Anche in fatto di religione?
Per colpa di due libri (Bibbia e Corano, ndr) l'umanità ha sofferto e soffre pene, guerre e quanto altro. Basta un semplice libro di scienze per spiegare che il Big Bang è avvenuto parecchio prima di questi due libri. Basta un sassolino che scivola dalla stratosfera e colpisce il nostro pianeta e noi non esistiamo più mentre questi libri continuano a raccontare dell'aldilà. Mi fermo, non voglio scatenare un caso diplomatico.
Influenze in Rock Dust Light Star?
Volevamo un disco semplice e lo abbiamo fatto. Dentro ci sono David Bowie, Rolling Stone, la Disco e i Roxie Music.
Ha passato il 40 anni. Come si sente?
Molto più tollerante.

E a questo punto con le dita tamburella sul tavolo, come fosse una tastiera. Spiega che lavora così, che lui canta qualcosa e i suoi compagni d'avventura ci mettono la musica e poi lui riprende il tutto in mano. Ed è una persona piacevole con cui chiacchierare, ma solo dopo che gli occhiali scuri risalgono la fronte e diventano visiera.