di Fabrizio Basso

Se il rock italiano ha un'anima è quella di Edoardo Bennato. E' stato davvero un pirata negli anni Settanta, quando l'onda lunga melodica che ha caratterizzato buona parte del decennio precedente ha iniziato a rallentare e lui, a colpi di chitarra, la spaccata in due, mettendoci dentro il rock. Proprio per questo, per questo ruvido pioniere, Mtv ha pensato a lui per il primo capitolo di Storytellers legato a un nuovo, nascente canale satellitare, Mtv Classic che, come hanno precisato Luca De Gennaro ed Emanuele Pietripaoli, approfondirà le radici della musica. E il via è stato affidato proprio a Bennato con un cd più dvd che indaga negli anni Settanta del cantautore napoletano.

E per entrare subito nel clima, caro Bennato, si parte con Cantautore.
La scrissi per ironizzare e l'ho pure tradotta in inglese col titolo Rock'n'Roll Hero. Le mie canzoni le immagino in inglese anche se poi mi escono in italiano.
Esiste ancora oggi il cantautore?
C'è che si ancora fare musica in un certo modo. Il problema è che ci si affida troppo ai talent show. Non esiste più la figura del direttore artistico. A Napoli ci sono bella realtà ma in questo clima faticano a farsi conoscere.
Lei è sempre stato un precursore.
Le dico solo che nel 1977 sceneggiai una canzone e credo sia stato il primo videoclip. Fare musica è rischiare facendo avanguardia.
Sarà anche una conseguenza dei percorsi artistici.
In Italia non c'è mai stato il dualismo come Inghilterra e Stati Uniti, tipo Donovan contro Bob Dylan. Mio padre lavorava all'Italsider, una vita dura ma sempre il sorriso e mia madre tagliava il bilancio come poteva per far prendere ai figli lezioni di musica. Altrimenti oggi sarei un architetto in concorrenza con Renzo Piano.
Ma cosa abbiamo in meno rispetto agli Usa?
Sono i testi che ci salvano da una soggezione americana. Se nelle liriche non comunichiamo concetti importanti diventiamo ridicoli e a quel punto è meglio ascoltare Bob Dylan.
Oggi almeno dal punto di vista linguistico è più facile.
Ma restiamo indietro di 40 anni. I paesi nordici hanno imparato l'inglese 40 anni fa...noi tentiamo ora di recuperare.
Molti suo testi vecchi trent'anni almeno su Napoli sembrano scritti ieri.
Napoli è quella. E' l'esasperazione dei mali di una nazione.
E allora che facciamo?
Io ci farei un film. Ho già tradotto in inglese Robin Hood e spero che qualcuno lo voglia produrre. L'ho intitolato Rockin' with Peter.
A chi affidiamo il film?
Martin Scorse o Abel Ferrara, senza dubbio.