di Fabrizio Basso

Un titolo tristemente profetico. ma che strappa anche una risata: Roosters on the Rubbish, il titolo dell'album dei Redroomdreamers significa, tradotto, appollaiati sulla spazzatura. Bene: la band, a discapito del nome beat è di Napoli. Dove tra discariche e immondizia l'emergenza è continua. meno male che c'è chi la mette in musica. E che musica. Ora non facciamo come al solito che lasciamo che sia l'estero che si accorga di noi anche perché a Barcellona a suonare probabilmente ci andranno. Ma intanto c'è questo disco da promuovere, da raccontare e si comincia il 19 novembre 2010 proprio dalla loro città. Riuscirà la magia di tramutare la spazzatura in musica? Dario, Simone, Alessio e Michele, la band ci crede. E ci scherza: "Il titolo richiama una espressione dialettale del nostro vernacolo, sta per non prendersi troppo sul serio. Quando l'abbiamo pensato non immaginavamo che sarebbe diventato cronaca. La città non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori". Ma parliamo di musica. I Redroomdreamers sono partiti da 16 brani per chiudere a 12. La lavorazione è stata meticolosa, hanno trascorso circa sei mesi nello studio del loro produttore Bruno Fiengo. E si sente che nulòla è stato lasciato al caso: il suono, gli arrangiamenti, i testi (in inglese) sono assemblati chirugicamente: "Ci viene naturale scrivere in inglese, siamo nell'era del digitale ed è miope chiudersi all'Europa. Noi, in Italia, ascoltiamo gruppi norvegesi, svedesi...e fuori confine non si riesce a piazzare una nostra band. Nella formula c'è qualcosa che non ci torna".

Ascoltarli dal vivo è altra storia. Sono più rock e più asciutti. Loro si dicono "più psichedelici" ma siccome resta un filone romantico si va anche verso una session più acustica con il violino. La diffusione della loro arte passa molto per la rete: "Internet è importantissima per veicolare la nostra musica e per farci conoscere all'estero. Infatti aggiorniamo di frequente il myspace e facebook". E ricordatevi, dunque, se sentite una musica con un afflato speciale, che non è spazzatura, non è rubbish. Ma è la voglia di portare Partenope in giro per il mondo.