di Marco Agustoni

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Dopo una prima esperienza musicale da solista, con tanto di passaggio ad Amici nel 2002 e varie apparizioni televisive, Marta Gerbi ha deciso di reinventarsi come leader di una band. Una band di scimmie, per la precisione, visto che il nome è Marta Gi and the Gi Monkeys. Con Via sciò, primo singolo tratto dall'album Stranissimo viaggio, hanno dato una prova delle loro capacità musicali. La conferma arriva col secondo singolo Dito lunghissimo, di cui vi proponiamo il video in anteprima esclusiva. Con tanto di intervista a Marta Gi.

Che cos'è questo Dito lunghissimo protagonista del vostro nuovo singolo?
Più di che cos'è il dito lunghissimo, di chi è, perché il brano si ispira a una sensazione che provo tutti i giorni della mia vita, di non sentirmi mai sola e che ci sia sempre un angelo che non solo mi protegge, ma mi dice quando faccio una cazzata, mi sta vicino, mi consola... E siccome immagino che questa persona sia in cielo, il dito lunghissimo sarebbe proprio quello che collega la mia persona con questa entità.

In qualche modo avete quindi provato a tradurre questo concetto in immagini?
Tutti i testi che scrivo li butto giù basandomi non tanto su una sensazione, quanto su un'immagine. Nel video abbiamo cercato di rendere evidente il fatto che nelle mie giornate c'è questa presenza soprannaturale, inserendo all'interno di una serie di occasioni quotidiane questo ragazzo vestito di bianco.

Dove porta lo Stranissimo viaggio del vostro album?
Spero che porti lontano! Lo abbiamo chiamato così perché la scelta di fare musica nella vita è bellissima, ma un po' difficile. Io sono cantautrice, scrivo i pezzi e poi il mio gruppo li arrangia. Nei miei brani sono assolutamente sincera e spero che questa nostra sincerità ci faccia fare un po' di strada.

Questa per lei è come una seconda incarnazione musicale, dopo l'esperienza da solista...
Diciamo di sì. Sono un po' ritornata alle origini, perché avevo perso il contatto con l'idea fondamentale di ogni musicista, che è quella di condividere, quindi di non cercare solo di fare musica con la tua voce, la tua chitarra e il tuo pianoforte, ma di aprire le tue vedute. Dopo aver suonato tanti anni da solista ho deciso di unirmi a delle altre persone. Ma non è stata neanche una scelta, è successo perché ho incontrato le persone giuste.

Ma queste sue precedenti esperienze le sono servite?
Mi è rimasto molto del passaggio ad Amici, mi ha aiutato a velocizzare alcuni passaggi. Ma ci tengo a dire che questo disco non è il risultato di un passaggio televisivo, anche perché se no avrei fatto delle scelte diverse.

Per finire, ci può spiegare cos'è una Gi Monkey e ci può presentare le sue scimmie?
Questo nome nasce per far capire che la mia origine musicale è molto diversa da quella dei ragazzi con cui suono. Io sono una cantautrice, mentre loro hanno una provenienza più underground. Siamo due cose diverse, nel senso che siamo due mondi musicali che si incontrano. A loro ho messo la Gi davanti perché il loro mondo musicale è stato contaminato dal mio, poi Scimmie perché dovresti vedere come si muovono dal vivo. Uno è Frenetik Beat, che è l'arrangiatore del disco e si occupa del live elettronico, poi c'è Mr Orange, che è il bassista, e per finire Claudio Da Ket che è il batterista.