di Marco Agustoni

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Il Muretto, o meglio quel che ne rimane, giusto dietro piazza San Babila. Comincia qui questo viaggio nell'hip hop milanese, da quello che fino a pochi anni fa ne è stato uno dei luoghi simbolo, dove è nata la scena e sono state svezzate generazioni di rapper, dj, writer e breaker. Oggi il Muretto non esiste più, il passaggio che dava su corso Vittorio Emanuele è stato tappato da uno store di abbigliamento e nessuno si sogna di ritrovarsi più qui. Ma le radici della cultura hip hop italiana affondano comunque qui. Ne parla Caneda, un tempo membro della storica crew di writer 16K, oggi artista quotato ed mc affiliato alla Dogo Gang.

Come è nato il tuo rapporto con la cultura hip hop?
Ho cominciato come writer nel 1992, in strada. Poi verso il 2000 ho continuato il discorso della pittura attraverso tele e quadri, e sta andando anche piuttosto bene tra mostre, live painting e contratti di vario tipo. La musica è iniziata un po' così, tra amici, prima in un gruppo, poi da solista. In proprio ho fatto due dischi e ora sto lavorando a un terzo con vari video che anticiperanno il lavoro.

Caneda – In un mondo perfetto



Bene o male sono vent'anni che vivi l'hip hop qui a Milano: come te lo sei visto cambiare davanti?
Ho visto una bellissima evoluzione. È nato in strada tra quattro amici e poi è sbocciato per alcuni nel lavoro della propria vita, tra gallerie, major, tv o su internet, fino ad arrivare nei musei o al secondo posto in classifica [nda: come i Club Dogo con il loro ultimo disco]. Anche i breaker, li vedo nei video, in tv e la loro è accettata come qualsiasi forma di danza. L'hip hop ha avuto una specie di saliscendi, nel tempo, ma ormai sono sette anni che va su. Ed è importante perché è una cosa nata tutta in strada.

Anche qui al Muretto, tra l'altro. Com'era qui, un tempo?
Al di là della zona, che è stata chiusa, come ho detto era un gruppo di amici che si ritrovava qui ad ascoltare musica, a ballare, a parlare, a dipingere. Era bello, è stata un po' la nostra golden age.

Come mai secondo te adesso non c'è niente più un posto simile, a Milano?
È cambiato un po' tutto. Più che altro qui non c'è stato un ricambio, da questo punto di vista. Ma ci sta, perché l'importante è che ci sia cambiamento, nella vita, mentre se una cosa sta ferma muore. Quindi che non ci sia più qua è normale, è la vita.

Non c'è nostalgia?
Secondo me no, anzi. C'è da essere contenti di come sta andando.

Secondo te quali sono oggi i luoghi importanti per l'hip hop, a Milano?
Mah, di luoghi forse non ce ne sono più. Ci sono dei bar, come il Berlin, dove degli artisti si ritrovano, magari perché sono amici del proprietario, ma dire che sia un punto di ritrovo non so. C'è volendo il Borderline, che è un negozio con dentro artisti e grafici... Però non c'è un secondo Muretto.

Forse il confronto si è spostato dalla strada a internet, con siti, forum, MySpace...?
...e anche YouTube, certo. Ormai il futuro è quello. Ma comunque i concerti o gli eventi ci sono e sono sempre pieni di gente, come si è visto alla festa di Hip Hop TV.