di Fabrizio Basso

Sono già passati dieci anni. Due lustri. O 3650 giorni e spiccioli causa bisestili. Eppure il Sussidiario illustrato della Giovinezza non ha bisogno di aggiornamenti. La storia è cambiata ma lui è rimasto. Fuori catalogo da tempo. Ricercato e desiderato. E allora quale regalo più bello, per i Baustelle, di donarsi la ripubblicazione dell'opera prima? Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini hanno affrontato quasi con tenerezza questo progetto. A raccontarcelo sono Bianconi e la Bastreghi. Sono tranquilli e sereni. Nonostante un'estate a mille all'ora in tour, con l'album I Mistici dell'Occidente, sono rilassati. O almeno sembrano.

Allora riecco il Sussidiario.
Era fuori catalogo, ci chiedevano di ristamparlo. Lo abbiamo fatto: è un atto d'amore verso i nostri fan. E una possibilità in più di farci conoscere da chi non ci conosce.
Tra poco lo portate in tour.
Un mini tour autunnale nel club. sarà molto rock. Ipotizziamo uno spettacolo in due tempi: nel primo l'album in sequenza e nel secondo canzoni tratte dagli altri dischi e due, tre cover per noi importanti e risalenti al tempo in cui nasceva Sussidiario.
Parliamo dei famigerati anni Novanta?
Sì, proprio di quelli.
Si dice che musicalmente sia un decennio perso.
Non è vero, ci sono state tante cose belle.
Tipo?
Flaming Lips, The Pavement, i Blur, Bjork, Massive Attack. I Nirvana fecero Nevermind. Sarà un decennio del quale si tornerà a parlare.
Come è stato riascoltare Sussidiario?
All'inizio faticoso perché raccoglie errori ed è naif. Ma mette tenerezza. Però nel complesso l'opinione è buona. In Italia non era mai stato fatto un disco con canzoni italiane di questo genere. Non dimentichiamo che avevamo vent'anni o poco più. Siamo stati coraggiosi. Ma pure un po' saputelli e sfrontati. In quel disco c'era tutto quello che avevamo fatto nei nostri precedenti quattro anni di vita. E' stato come aprire un cassetto e trovare vecchie foto. E' un disco perfetto nella sua imperfezione.
Quali sono i momenti più importanti della vostra storia?
L'uscita di Sussidiario, la colonna sonora di Giulia non esce la Sera e La Malavita perché è stato il primo disco con una major e la prima volta che sentivamo una nostra canzone proposta da una radio nazionale.
Che rapporto avete con internet?
Bisogna avere una nicchia ma sempre gigante. Così si crea una comunità. La rete offre grandi vantaggi, è stupido non utilizzarli. Se le usi in maniera sana tramite internet puoi anche innamorarti. I primi a scoprirne le potenzialità sono stati i Nomadi: Beppe Carletti ha un contatto diretto con i fan. per loro vale l'eccezione all'inglese: community.

Con i Baustelle si parla anche di politica. Loro non contestano che l'obiettivo del terzo millennio sia diventare famosi ma che ciò sia possibile solo attraverso le forche caudine dei talent show. Dunque ben vengano questi programmi tenendo presente che il mostro da sconfiggere è che esista solo questo tipo di televisione: "La gente in questo senso andrebbe educato, ma qui entriamo in politica". E per esaurire l'argomento altro che un Sussidiario, ci vuole una enciclopedia infinita.