di Fabrizio Basso

Chiudete gli occhi, seguite le vibrazioni del violino e vi troverete in un lontano, o vicino, paese del mondo. Nè con la macchina del tempo nè col teletrasporto. La magia si fa con la musica. E' Olen Cesari, giovane musicista albanese, che già all'età di tre anni aveva mostrato guizzi di talento. E' finalmente uscito con questo suo primo album, intitolato Unexpected, che ospita, in alcune esecuzioni, amici illustri: Lucio Dalla, Sergio Cammariere, Tony Levin, Fabrizio Bosso, Rosalia De Souza, Elsa Lila e Massimo di Cataldo. Sono 13 i brani dell'album e, a parte quattro inediti, sono tutte perle internazionali.

Come è nato questo percorso?
Una sera all'Aquila, tempo fa, mentre si donava arte alle persone che il terremoto aveva straziato e stremato. Ho notato che la gente si voleva divertire e io ho deciso di portarli mentalmente altrove.
Un bel senso di serenità per quel popolo?
Molto. Dovevo suonare 40 minuti e ho raddoppiato. E quando sono tornato a Roma avevo l'idea per il disco: un giro del mondo della musica.
Tanti suoi colleghi l'hanno accompagnata in alcuni tratti.
Sono amici. Non li valuto per il cognome. Li conosco da tempo ed è un onore averli nel mio disco.
Si sente un violinista pop?
Credo che sia il violino a toccare le corde del mondo in generale. Poi certo in Agua de Marcos, la canzone brasiliana, il pop c'è e si abbina alla saudade.
Omaggia il suo paese, l'Albania, con A Kanë Ujë Ato Burime.
Ci ho vissuto fino all'età di 15 anni e dunque non potevo dimenticarmene. E' una canzone che cantava il nonno di mia madre.
L'Albania è un paese di grande importanza storico-culturale.
E' un crocevia di culture.
Ora se ne va in tour?
Direi nel gennaio 2011. Il mio è un album di musica, un percorso musicale per paese. Ho già le idee chiare sullo spettacolo dal vivo. Ma in questa fase voglio dedicarmi alla promozione del disco. Ci ho lavorato un anno tra ricerca etnologica e musicale. Complicata anche la ricerca degli strumenti. C'è anche una ricerca spirituale sull'unione dei popoli.