di Fabrizio Basso

Da Erbusco (Brescia). Elogio alla quotidianità. Ecco il filo conduttore di Una giornata bellissima, il nuovo coinvolgente album di Francesco Renga. Lo ha presentato il 16 novembre 2010 vicino alla sua Brescia. Ha scelto, per un lancio unico, l'azienda vinicola Bellavista di Erbusco, capitale della Franciacorta. Un'ora di concerto, tutto il disco nuovo tranne una canzone, che hanno ascoltato i fortunati invitati, non più di un centinaio, e i fan, che hanno potuto godersi lo show case in 3D in 24 sale del circuito The Space Cinema sparpagliati per il continente. Come dice lui una vera prova generale del tour che partirà a inizio 2011. Lo abbiamo incontrato dopo l'esibizione, quando alla tensione è subentrato un sorriso soddisfatto.

Questo è davvero Un giorno bellissimo per lei.
Ci ho lavorato tre anni e sono felice. Ora non vedo l'ora di suonarlo dal vivo, direi che si comincia tra gennaio e febbraio 2011.
C'è anche un cameo di Franco Battiato in La Strada.
Ci siamo incontrati a Brescia a una mostra d'arte. Esponeva un suo amico siciliano. Gli ho parlato della canzone e gli è piaciuta. Abbiamo portato avanti questa collaborazione via mail, come sempre più spesso accade oggi.
E' un disco sull'amore quotidiano.
Vero. E un album a 360 gradi. Parla dei sacrifici, degli oneri e degli impegni di vita quotidiana. Le canzoni di solito trattano l'inizio e la fine di un amore, qui c'è quello che ci sta in mezzo, ovvero consuetudine e quotidianità.
Lei parla di una filosofia carveriana.
Giusto. Mi richiamo a Raymond Carver per sollevare barlumi di speranza e felicità che si annidano nelle piccole cose. Carver ha cambiato la letteratura americana raccontando storie normali di persone normali.
Perché oggi si guarda più gli altri che se stessi?
Abbiamo paura della nostra vita e dunque spiamo quella altrui. Ci muoviamo tra gossip e solidarietà, quest'ultima la forma più lieve di invadenza.
Il disco ha un gusto retrò intenso.
Mi piace e non è né voluto né cercato. C'è tanta roba, ma non è mai ridondante. E' tutto vero.
Le liriche sono molto distanti dal precedente album di inediti Ferro e Cartone.
Il limite di quel disco, che amo molto e rifarei, fu che ero involuto e piegato su me stesso. Oggi c'è paura di farsi conoscere per quello che si è. Fu il primo dei dischi che risentì della crisi del settore. Ma lo rifarei. Dopo c'è stato Orchestraevoce che giudico lo spartiacque della mia vocalità.
A giudicare dalla cronaca politica non si direbbe.
Sono nauseato da quel teatrino. La colpa è di tutto il sistema non solo di Berlusconi.
Perché non ci sono più canzoni impegnate politicamente?
Non vivo su Marte, ma neanche canto cose che non mi interessano.. In questo momento mi sento di cantare l'amore inteso come vita di coppia. Nelle mie liriche non ci sono parole e neanche politica: e se fosse un nesso?
E' un lettore attento?
Più quotidiani al giorno. Diffido da chi vuole inculcarti un pensiero e mi piace formarmelo approfondendo le svariate posizioni.
In Un giorno bellissimo si mette davvero a nudo.
E' il meno criptato dei miei lavori. Il solo escamotage che uso è il parlare in terza persona.
Insomma stavolta è davvero nudo.
Più di ogni altra volta. Anche se, come disse Pierpaolo Pasolini, io sarei autobiografico anche parlando di una sogliola.