di Marco Agustoni

I Clinic, cult band di difficile definizione, sono tipi che amano spiazzare. Non sempre prevedibili nelle loro traiettorie, appassionati degli strumenti d'altri tempi e insolitamente propensi al travestimento (mascherine da chirurgo e camicie hawaiiane sono i pezzi forti del loro repertorio), sono uno di quei gruppi che è difficile incasellare con precisione. E loro, in questa indefinitezza ci sguazzano con gusto. Ora, con l'ultimo lavoro Bubblegum, sperimentano sonorità acustiche, più morbide e rarefatte rispetto al passato.

Con questo disco vi siete un po’ ammorbiditi rispetto ai precedenti…
Sì, in effetti abbiamo rallentato un po’ e abbiamo lavorato con sonorità più moribide del solito, quasi vellutate. Avevamo voglia di sperimentare con la musica acustica e fare qualcosa che la gente non si aspettasse del tutto.

Questo cambiamento vi ha permesso di sperimentare nuovi strumenti?
Sì, abbiamo provato a usare un po’ di archi in alcune tracce, poi come detto abbiamo lavorato molto con una strumentazione acustica e con cose come la marimba o il mellotron.

È vero che avete cominciato a suonare strumenti vintage perché li compravate usati ai mercati rionali?
Sì, quando abbiamo cominciato andavamo sempre alla ricerca di tastiere o strumenti economici, di seconda mano, e questo è stato molto di ispirazione. In qualche modo ci ha distinto da altre band tipo la nostra, anche perché si tratta di strumenti che ti permettono di suonare melodie piuttosto semplici ma molte efficaci senza essere un mostro di tecnica e che soprattutto danno una sfumatura diversa al nostro suono.

Indossate ancora costumi quando suonate dal vivo?
Sì, ultimamente stiamo indossando dei costumi guatemaltechi, molto colorati, in linea con l’ultimo disco che per noi è pieno di colore e diretto. Anche la copertina lo è. Siamo una band che dà molta importanza all’aspetto visivo, oltre che a quello musicale, ci piace giocare con tutto un immaginario.

Clinic - Lion Tamer



A proposito di immaginario, i vostri video sono sempre particolari: li curate voi?
Per il nostro ultimo singolo, I’m Aware, abbiamo fatto un video con dei pupazzi un po’ vintage. Volevamo qualcosa di colorato. Di solito partiamo già con un’idea di come vogliamo che sia un video e poi lo affidiamo agli animatori o ai registi.

Un po’ di domande one-shot: la città in cui vi piace di più suonare?
San Francisco.

Se doveste scegliere una vostra canzone per il prossimo Guitar Hero?
Bella domanda. Direi Lion Tamer, dall’ultimo album.

Una popstar donna con cui duettare?
Lady Gaga.

E per finire, quale vostra canzone vorreste dare come cover a Lady Gaga?
Mr. Moonlight, dal nostro secondo album Walkin with Thee. Penso che sarebbe una bella combinazione.