di Fabrizio Basso

Lo stupore. Una rarità. Come la perla di Labuan che non abbiamo mai capito se è esistita. O come l’Isola non Trovata di Francesco Guccini. O l’Isola che non c’è di Edoardo Bennato. Il nostro, il vostro, il mio stupore ha un nome ben invitante: Belladonna. Non è un errore, si scrive propriotuttoattaccato. Sono in cinque i Belledonna, tre fanciulle e due fanciulli: Luana Caraffa, voce, Dani Macchi, chitarra elettrica, Alice Pelle, pianoforte e seconda voce, Tam Scacciati, basso, e Alex Giuliani, batteria. Fanno un rock travolgente, nuovo, fresco, amato all’estero, capito in Italia. Ma giusto per dare un’idea di quanto sia raffinati, multiformi e creativi, hanno sedotto Michael Nyman, il papà di Lezioni di Piano, uno dei massimi creatori di colonne sonore. Luana Caraffa, angelo e diavolo, frontman della band racconta che "tutto è nato su face Book. Con naturalezza".
Ma vi siete incontrati?
Certo, è venuto a un nostro concerto a Londra e, assurdo, mi ha anche chiesto l’autografo.
Vuol farci credere che Nyman ha un’anima rock?
Anche a me piace la musica classica. Noi, i Belladonna intendo, volevamo fare la rivoluzione in una canzone. Volevamo una canzone di protesta.
E così nasce Let there be Light, che è una costola di Lezioni di Piano.
Pensi che lui mi ha inviato tutte le sue musiche tranne proprio Lezioni di Piano, che era quella che io avevo in mente ma che sapevo aveva negato a tutti.
Dunque?
Lui era in Messico e noi gli abbiamo mandato il nostro progetto.
E lui?
Per giorni nessuna risposta al punto che credevamo fosse rimasto scontento. E invece poi ci ha dato il suo ok e quello che era un esperimento è diventato realtà. Una brano che è una esplosione di pace e luce. E’ il messaggio che fa la differenza. Io sono una donna concreta anche se mi descrivono come una femme fatale. Siamo dominati dal capitalismo più becero, la nostra vecchia terra è un puntino di follia.
Visione apocalittica.
Si percepisce un disprezzo per l’umanità che mi sconvolge.
Voi siete celebri all’estero, un po’ meno tra i patri confini.
Siamo come i ricercatori, in fuga: in Italia non si lavora. Siamo l’America degli anni Cinquanta.
Ancora col mito dell’America?
Provi ad andare in Texas: c’è gente che suona ovunque. Là il mondo suona. Il musicista è un lavoratore, qui è un fannullone.
Perché Belladonna?
Ci piace la polivalenza semantica.
Eh?

Ma sì siamo un gruppo a maggioranza femminile. All’inizio vedendo la mia faccia nessuno pensava a una band. C’è anche un pornostar che si chiama come noi.
E che immagino trarrà pubblicità da voi.
Bisognerebbe chiederlo a lei.
State lavorando al terzo album?
Per il 2011. Sarà un concept, un concatenamento di cose. Siamo indipendenti e dunque liberi di muiverci verso le direzioni che ci portano felicità.

La felicità esce dalla loro musica. Guardate l'armonia dei video. Due album nella loro storia, Metaphysical Attraction e The Noir Album che hanno dato una accelerata al rock. E, se cercandoli in rete, sentite forte il richiamo dell'omonima pornostar, beh vi assicuriamo che c'è più chimica a casa di questi cinque ragazzi.

Belladonna in Black Swan