di Camilla Sernagiotto

C’è chi per conquistare le ragazze impara a suonare la chitarra, chi se la porta sempre dietro per attirare orecchie e occhi femminili, sfoderandola anche di sera in spiaggia, attorno ad un falò.

C’è poi chi è andato oltre, mettendo su una band, trovando un’etichetta che gli producesse un disco, scalando le chart internazionali, collezionando dischi d’oro e facendo il proprio ingresso trionfale nella Hall of Fame.

Ma di quella ragazza per cui hanno incominciato a suonare non si perdono mai le tracce, per lo meno tra le note e le parole delle hit che hanno consacrato a mostri della musica gli artisti in questione.

Stiamo parlando dei Pink Floyd, degli Knack, di Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes e di tutti coloro che hanno immortalato con i loro brani le ragazze che gli hanno rapito il cuore.

A raccontare alcune delle loro storie ci hanno pensato Michael Heatley e Frank Hopkinson, autori del libro appena uscito negli States che si intitola The Girl in The Song. The True Stories Behind 50 Rock Classics, un concentrato di donne, retroscena e rock ‘n roll.

Se di cognome fai Alperin, vivi a Los Angeles e fai l’agente immobiliare, sei una persona nella norma, ma se di nome fai Sharona e sei proprio quella My Sharona che gli Knack omaggiarono nel 1979, allora sì che hai una bella storia da raccontare…

Quando Doug Fieger, frontman della band power pop di L.A., conobbe Sharona Alperin, lei aveva 16 anni e lui 27.
Fu amore a prima vista, almeno per il cantante degli Knack: a quanto pare non fu facile corteggiare lei, che dopo sei mesi di serenate snobbava ancora Fieger.
Poi la musica cambiò, nel vero senso della parola: appena sentì My Sharona, disse il fatidico sì e la sua foto finì sulla copertina del celebre singolo.

Ma non è certo l’unica ad aver avuto questo onore: nella lista di ragazze finite in Hit Parade compare anche il nome di Heloisa Eneida Menezes Paes Pinto, una quindicenne che fu notata a Rio de Janeiro da Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes. I due maestri della bossa nova rimasero talmente colpiti dalla bellezza di Heloisa da scrivere proprio per lei The Girl from Ipanema.

E se sono innumerevoli i musicisti che si sono ispirati ad una ragazza per scrivere un pezzo, Billy Joel ha voluto strafare, dedicando un brano a ben due donne: si tratta delle due super modelle Elle Macpherson e Christie Brinkley, che il cantante frequentò nel 1983, sposando poi la seconda.
E la sua celebre Uptown Girl fu iniziata pensando alla Macpherson e terminata con il cuore rivolto alla Brinkley.

A fine Anni Sessanta, invece, Stephen Stills tentò di riconquistare la folksinger Judy Collins incidendo Suite: Julie Blue Eyes.
Purtroppo non ce la fece, ma il suo singolo scalò le classifiche internazionali.

Non andò meglio a Syd Barrett con See Emily Play, ma semplicemente perché con quella canzone non intendeva certo dichiararsi ad Emily Young, una quindicenne che ai tempi girava con i Pink Floyd.

Ma la tradizione della musa ispiratrice non si ferma certo ai decenni scorsi: da Kate Moss a Drew Barrymore, anche oggi sono tante le donne per le quali gli artisti spremono le meningi e creano capolavori pur di conquistarle.

C’è però anche chi se le fa scappare, come il frontman dei Babyshambles, Pete Doherty: all’ex fidanzato della Moss non basterebbe nemmeno un doppio album per riconquistare la top model…