di Fabrizio Basso

Scommettiamo che Beatrice Antolini sarà la regina del 2011? Nata a Macerata 28 anni fa, vive a Bologna e suona tutti gli strumenti. Ha stupito tutti, nel 2008, con l’album A due e ha rafforzato la convinzione che è una grande col nuovo BioY, un disco articolato, complesso musicalmente e nelle liriche, per altro tutte in inglese.

Una scelta apparentemente destabilizzante.

E’ un disco diverso dal precedente perché si cambia nella vita e io sono cambiata. Ci aggiungo: per fortuna!
Chissà quali sorprese in futuro.
Il prossimo sarà ancora differente e ciò mi rende felice perché posso concedermi di cambiare senza dovermene preoccupare più di tanto.
E una autrice prolifica?
Non particolarmente. Lo sono stata ma in passato.
E ora?
Aspetto, dribblo le ansie. BioY contiene pezzi importanti dal punto di vista emotivo. Quando mi metterò al lavoro per un altro disco mi piacerebbe avere un po’ più materiale sul quale ragionare.
Lei è smodatamente essenziale e realista. L'inglese le serve per conquistare mercati esteri?
Sotto questo profilo non sono speranzosa. E’ difficile che ti chiamino direttamente e per avere qualche speranza bisognerebbe trasferirsi là, viverci. La parola altruismo è dimenticata: per costruirsi una carriera all'estero si deve riempire la valigia e partire.
Un manager?
Sarebbe bello essere gestiti ma io preferisco fare tutto da me. Curo ogni aspetto della mia professione.
Potrebbe guidare una grande azienda
Certo, potrei gestire la Fiat (ride, ndr).
Lei è una delle poche artiste che ama le collaborazioni.
Rifiutare le collaborazioni è ignoranza. Ho aderito a progetti bizzarri e lontanissimi tra loro, l’ho fatto quasi sempre per amicizia.
Non ci sono rivalita e astio nel suo ambiente?
E' antipatico sentire musicisti che parlano male dei colleghi: questo lavoro pretende una enorme dispendio di energie, tutti meritano rispetto, anche quelli che non ti piacciono.
Con BioY è perennemente in tour. Che concerto è il suo?
Sono basati su BioY perché bisogna raccontare chi siamo e non chi siamo stati. E' una questione di sincerità e coerenza.
Che significa BioY?
Racchiude l’esistenza che è un cerchio e non una linea retta. La Y finale è un bastone che protegge. In questa epoca tutti adottano la x che a me non piace. Preferisco la y che è indica una via che eleva verso l’alto.

Beatrice Antolini Live al Circolo degli Artisti di Roma