di Marco Agustoni

Gli anni passano, ma i politici restano sempre gli stessi. Parola de Il Kif, rock’n’roll band barese che nell’ultimo disco Gioie e paranoie ha deciso di rifare Ok Italia di Edoardo Bennato, brano del 1987 accompagnato da un celebre videoclip che ironizza sugli usi e (mal)costumi della nostra classe dirigente. Per l’occasione abbiamo intervistato il cantante Claudio De Pascale e messo a confronto i video dei due brani.

La vostra band ha un nome curioso: come lo avete scelto?
La scelta del nome è stata assolutamente casuale, nel senso che avevamo scoperto che quello precedente apparteneva già a una band, mi pare francese, e così decidemmo di cambiarlo. Avevo in mano un libro e il gioco fu aprire una pagina a caso e scegliere la prima parola in corsivo di quella pagina. La parola che è venuta fuori era proprio Kif, a cui ci siamo limitati ad aggiungere l’articolo. Siamo andati a cercare il significato di questa parola marocchina, che è “ebbrezza” o “primizia”.

Parafrasando il titolo del vostro album, finora la musica vi ha dato più gioie o più paranoie?
Sicuramente più gioie, anche se la condizione dei gruppi emergenti da un punto di vista economica è sempre disastrosa. Solo ora, dopo dieci anni, la musica comincia a essere un lavoro per noi, quindi lo facciamo più per le gioie che ci dà. Più che altro diventerei paranoico se smettessi di suonare.

Il vostro è un progetto genuinamente rock’n’roll, genere che in Italia non ha mai avuto vita facile…
Sperando di non essere solo dei sognatori, ci piacerebbe essere una delle band che riportano il rock in Italia. Il rock non va bene solo da noi, continuiamo a essere indietro rispetto al panorama internazionale, a parte poche eccezioni. C’è tanta gente che ascolta il rock, basta vedere i concerti dei Rolling Stones che sono sempre sold out, ma quando arriva una proposta dall’Italia si storce sempre il naso. In Italia si pensa che il rock sia solo Ligabue, ma con tutto il rispetto per l’artista e per la persona, non è solo quello.

L’album è tenuto insieme da un filo conduttore?
I brani sono nati in maniera slegata, ma come ogni volta che abbiamo realizzato un album, ci siamo resi conto riascoltandolo che c’era un filo conduttore inconsapevole. Si può dire che siano dodici pagine di un nostro diario di viaggio personale, che testimoniano i nostri sforzi per uscire dal sottosuolo e arrivare in superficie.

C’è una cover che non passa inosservata, ossia Ok Italia di Edorado Bennato…
Il nostro batterista ha avuto l’idea di rifare il brano e al contempo di rifare il video, che è molto interessante perché mostra che la Storia è fatta di corsi e ricorsi: la situazione politica dell’Italia del 1987 è molto simile a quella dell’Italia di oggi. All’inizio siamo stati bacchettati, perché ne avevamo fatta una versione in effetti troppo simile all’originale. Così abbiamo un po’ stravolto l’idea musicale del brano senza però stravolgere il brano stesso, e il risultato è piaciuto molto.


Edoardo Bennato - Ok Italia


Il Kif - Ok Italia Reloaded