di Fabrizio Basso

Rieccoli i Verdena. Dopo quasi quattro anni di silenzio tornano con un nuovo, monumentale disco e si scoprono più buoni, positivi, ottimisti. Loro che sono sempre stati crepuscolari, quasi nichilisti, stavolta vedono, e cantano, un cielo azzurro. Lo conferma Alberto Ferrari, voce, chitarra e soprattutto piano del gruppo: "Abbiamo scelto e percorso una via più chiara e positiva". Insieme al fratello Luca e a Roberta Sammarelli ha inventato i Verdena.

Alberto, ci parli di Wow.
Sono canzoni molto corte.
Un concept?
Assolutamente no.
Quindi che ci dobbiamo aspettare?
Né una cavalcata elettrica né psichedelica. Io l'ho ribattezzato una scacchiera a tre colori perché ci sono un livello acustico, uno elettronico, minimale e caratterizzato dalla chitarra, e un terzo con protagonista il pianoforte.
Una rivoluzione artistica.
E’ il disco più diverso della nostra storia. In assoluto.
Temete la reazione del vostro pubblico?
Di solito accetta i nostri cambiamenti, ci segue.
Ma stavolta avete rotto col passato.
Lo so, speriamo che continui a seguirci.
Lei si diverte al pianoforte.
Ho suonato per troppo tempo la chitarra, sentivo l'esigenza di cambiare. Il pianoforte è uno strumento meraviglioso, mi ha portato in atmosfere che con la chitarra non avrei mai conosciuto.
C'è un lavoro più potente anche sulle liriche.
Sono più studiate e parlano più d’amore.
Ci ha lavorato tanto?
Tutta l’estate fino allo sfinimento. Fino a che non sentivo di avere ottenuto quello che avevo in testa.
Quando il tour (organizzato da DNA Concerti, ndr)?
Il 14 febbraio a Milano, una cosa intima.
Il giorno di San Valentino. Ah l'amore...
Ma è casuale. Non ci avevo pensato. Il debutto vero è a Roma: due date già sold out.
Partite lontano dalla vostra Bergamo.
E' la prima volta che cominciamo lontano dagli amici.
Spezzate il cordone ombelicale?
Forse.
La scaletta come è articolata?
Ci stiamo lavorando, sarà un mix di brani nuovi e vecchi, siamo contrari a divisioni nette, tipo accorpare tutto il nuovo e tutto il vecchio.
Ricorrerete a immagini?
Abbiamo un proiettore, dove è possibile sì.
Sul palco solo voi tre?
Ci vorrebbero altru due elementi, per ora ci accontentiamo di uno: si chiama Omid Jazi. Abbiamo ascoltato tante persone ma con lui è stato subito feeling. Suona tutti gli strumenti e ha una voce che ricorda Freddie Mercury.

I Verdena dunque sono tornati e lo hanno fatto col sorriso. Perché nonostante le parole che centellinano sanno di avere fatto bene. Il Razzi arpia inferno e fiamme piace e nonostante loro leggano con sospetto i consensi...sanno di avere fatto un grande lavoro. Come i precedenti. Più dei precedenti.

I Verdena in Razzi Arpia Inferno e Fiamme