di Marco Agustoni

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Matteo Macchioni
ha portato la lirica ad Amici, classificandosi al quarto posto nell'edizione 2010 del talent condotto da Maria De Filippi. Ora, a soli pochi mesi di distanza, il musicista di Sassuolo ha già pronto l'album d'esordio D'altro canto, in uscita il 25 gennaio per la Sugar di Caterina Caselli. Il disco contiene nove tracce inedite, scritte da autori del calibro di Tricarico o Pacifico e da un altro giovane talento di Amici come Pierdavide Carone (leggi l'intervista), a cui si aggiungono due arie di opera (Nessun dorma dalla Turandot e Una furtiva lagrima da L'elisir d'amore) e una sonata per pianoforte, Claire de Lune dalla Suite Bergamasque. Lo abbiamo incontrato a pochi giorni dall'uscita di D'altro canto.

Lirica e pop, due mondi che si incontrano...
L'Emilia Romagna è una terra fertile dal punto di vista della lirica, basti pensare oltre che a Pavarotti anche solo a Ferruccio Tagliavia. Lo stesso si può dire per il pop: dalla sola Sassuolo vengono Caterina Caselli, Nek e molti altri. Nella mia esperienza personale è tutta colpa di Babbo Natale: un anno mi hanno regalato per Natale una batteria e io mettevo su i dischi dei Queen e dei Toto e provavo ad andare a tempo. Lì è nato il mio approccio pop. Per la lirica invece ho seguito un percorso di studio vero e proprio.

Questo duplice approccio come si traduce nel disco?
Nel disco abbiamo messo due arie per sottolineare chi sono e da dove vengo. Ma non volevamo neanche fare un disco di sola lirica, quindi abbiamo lasciato più spazio a brani di altro tipo.

Tra i tanti autori che hanno lavorato per lei, c'è Francesco Tricarico (leggi l'intervista): com'è andata la collaborazione con lui?
Tricarico mi aveva visto in tv ad Amici e da lì era già nata l'intenzione di scrivere qualcosa per me. Sono contento di lavorare con lui perché è un autore estroso e disponibile, che ha ascoltato quel che avevo da dirgli. Ora sarà impegnato a Sanremo e io gli faccio gli auguri. Spero che faccia bene anche Emma, ma visto il lavoro fatto assieme tiferò soprattutto per Francesco.

A proposito di Sanremo, ci andrebbe volentieri?
Il Festival è un mio sogno. Per chi non lo è? Ma per ora mi sono focalizzato su questo disco. Io comunque sono un esordiente: uno può dire quel che vuole, ma poi deve avere l'umiltà di affidarsi al giudizio del pubblico.

Ha scritto una canzone per lei un altro giovane talento di Amici, ovvero Pierdavide Carone (leggi l'intervista)...
Ho sempre espresso la mia stima nei confronti di Pierdavide e per questo sono stato anche criticato, mi è stato detto che questa stima era falsa. Invece io ero sincero. Infatti, dopo Valerio Scanu, sono stato il primo a cantare un suo brano.

Rimanendo in tema Amici, è vero che Claire de Lune è un omaggio a Maria De Filippi?
Sì, è dedicata a Maria, che ha creduto nell'introduzione della lirica ad Amici. È stata una scommessa.

Cos'ha comportato dedicarsi alla musica sin da giovane?
Vengo da una famiglia non troppo benestante. A quattordici anni mio papà mi ha detto: "O ti compro il piano, o ti compro il motorino". Per me è stata una sofferenza, perché dalle mie parti o ti muovi con l'auto o il motorino, o sei fregato. Ma alla fine ho scelto il piano.

Ci racconta qualcosa su di sé?
Sembro una persona impostata e noiosa, ma in realtà non lo sono. Amo divertirmi, uscire di sera... senza fare stravaganze, però. Mi piacerebbe comprarmi un go-kart e fare il brevetto da sub, ma bisogna vedere come vanno le cose.

Dei tre tenorini de Il volo (leggi l'intervista) che ne pensa?
È un progetto molto interessante e penso che sia stato sviluppato molto bene. Tra l'altro è un discorso che stanno portando avanti anche negli Stati Uniti, che è un mercato molto importante.

Un duetto ideale?
Sogno un duetto con Malika, ma lo sogno soltanto... lei è troppo brava