di Fabrizio Basso

L'Italia che canta all'estero è quella dei Vanilla Sky. Non solo la loro, ovvio, ma quella di gruppi che esportano qualcosa che è un po' più spesso del neomelodico. Ora, vivaddio, iniziano a essere apprezzati, per quanto la linea Ramazzotti sia più tosta da scardinare della linea Maginot. I Vanilla Sky sono Brian (Daniele Brian Autore - voce e chitarra ritmica e solista), Vinx (Vincenzo Mario Cristi - voce e chitarra ritmica e solista), Antonio (Antonio Filippelli - basso e seconda voce) e Jacopo (Jacopo Volpe - batteria e seconda voce).

Il tour come consuetudine comincia dall'estero.
Si, Austria e Repubblica Ceca. Poi torniamo in Italia e andiamo avanti a lungo. Abbiamo chiesto solo marzo come pausa.
Motivo?
Pensare a un disco prossimo venturo.
Cantare in inglese vi ha aiutato a conquistare terre straniere.
Cantare in inglese ci ha agevolato. Aggiungiamoci che noi facciamo prevalentemente rock e in Italia per questo genere, ma per la musica alternativa in generale, non c'è spazio. Chi non vuole sottostare a certe regole deve migrare.
Rock? C'è chi vi considera ancora emo.
Ma cosa vuol dire emo? Nel 1998 ai tempi del liceo abbiamo ascoltato un album definito emo e con noi c'entrava zero. Non ci piace questa etichetta. In Russia siamo punk, in Inghilterra pop-rock. Mettiamola così: forse ci stava negli anni Novanta ma noi siamo arrivati dopo.
Il nuovo video di Attimi, tratto dall'album Fragile, parla di un venditore ambulante che vive in una caserma abbandonata.
Il mondo musicale è allo sbando, ciò che conta sono le idee. Raccontiamo la giornata tipo di un venditore ambulante, come ce ne sono tanti a Roma. Ci siamo chiesti: finito di peregrinare che fanno? E così siamo entrati in una ex caserma occupata. Ironia della sorte il protagonista è forse l'unico che non vende agli angoli delle strade. In Senegal era un coreografo, qui si arrangia con piccoli ruoli nel mondo dello spettacolo.
Avete pubblicato un EP Punk is Dead: è quello che pensate?
Al momento è uscito solo in Giappone. Se ne è parlato parecchio soprattutto in rete. Comunque non è vero che è morto, negli anni si è evoluto. Per noi il punk è stato quello di Offspring e Green Day che ci passavamo a scuola tramite vecchie cassette. Certo se oggi Sid Vicious ci sentisse suonare si rivolterebbe nella tomba all'idea che anche noi siamo figli dell'evoluzione del punk.
La vostra vera battaglia è comunque contro il neomelodico.
Non è proprio una guerra. All'estero ci identificano così. Per fortuna ci sono tante piccole realtà che affermano altri movimenti. Bisogna ammettere che nè i Lacuna Coil nè noi, per parlare di band nostrane conosciute oltre confine, esportiamo musica tipicamente italiana. Vincono sempre Ramazzotti, Pausini e Bocelli.
Prossimo disco?
Ci pensiamo a marzo, nella pausa del tour, e speriamo di entrare in studio in autunno.

Il video di Attimi