di Fabrizio Basso

Profumo di mare. Lo sente tutte nelle narici Serena Abrami. In dirittura d'arrivo ha strappato un ticket per l'Ariston. Dopo averne visti tanti in tivù, questa volta al Festival ci va per vincere. Nella categoria nuove proposte. La Abrami, 25 anni marchigiana, è tra gli otto finalisti. Il suo brano si intitola Lontano da Tutto e porta la firma di Niccolò Fabi. Mentre Tutto da Rifare, che rientra nell'EP in uscita il 15 febbraio, è di Ivano Fossati.

Pronta per il Festival?
Ancora non ho realizzato. Fatico a credere di avercela fatta. Siamo solo in otto.
E poi c'è l'EP.
Altra soddisfazione. Ci lavoro da un anno e mezzo.
Lontano da Tutto racconta di un amore che ha bisogno dei suoi spazi.
C'è che dice che è una anti-canzone d'amore.
Addirittura?
Si.
Invece cosa è?
E' mettersi a nudo e spiegare che bisogna tenere un po' di tempo per se anche solo quello di una passeggiata. Sono due cerchi che si intersecano ma ognuno conserva il suo colore.
A proposito di colori, come sarà vestita all'Ariston?
Non lo so. O meglio mi piace mescolare capi griffati con altri un po' vintage acquistati sulle bancarelle.
Portafortuna?
Indosserò un ciondolo che rappresenta la chiave di violino: me lo ha regalato la mia band sette anni fa.
La famiglia l'accompagna?
Certo. Mi supportano e sopportano da anni. Mia madre mi ha inondato di musica nella pancia. Ho la necessità di condividere con loro questa esperienza.
Come ha iniziato?
In una corale polifonica.
Strano.
Lo so. la musica barocca di solito non è per adolescenti.
Poi?
A 14 anni ho scoperto Billie Holiday, Ella Fitzgerald e Nina Simone. Poi sono arrivati Modugno, Tenco, Paoli, Fossati, Dalla e Gaber. Adoro Giorgio Gaber.
A livello pratico?
Un gruppo indipendente, gli Elfrida e poi da solista, con la mia band.
Si è data da fare. Che ascolta? Chi le piace?
I Perturbazione e Cristina Donà, la mia preferita: è una grande autrice dotata di talento e carisma. Trai maschietti cito Niccolò Fabi, Max Gazzè, Samuele Bersani e Daniele Silvestri.
E di straniero che ascolta?
Feist e poi adoro Beth Gibbons e Rustin Man. Hanno fatto un disco mitico nel 2002, Out of SEason. E c'è una canzone che adoro: Tom the Model. La ascolti se non la conosce.
Lo farò. nel suo MySpace un blocco di foto si chiama Volta la Carta: cita De Andrè?
Sì. fa parte di un progetto. Il filone era la carta in senso ampio. Per cui proiezioni e musica fino a Povera Patria di Franco Battiato.
Ha incontrato Gianni Morandi?
E' energico ed energetico. E si immedesima in noi.
Lei è passata per X Factor.
Si. Gli devo il fatto che lì ho conosciuto Fossati. Ho fatto solo quattro puntate. Purtroppo in questo periodo storico le case discografiche prima scelgono il volto e poi gli affidano un progetto.
Pare non lo facciano più.
Mi dispiacerebbe. Poiché andremmo in regime di monopolio con solo Amici.
Come funziona la sua collaborazione con Fossati?
Supervisiona a livello umano i miei progetti. Gli mando le mie idee e poi ne discutiamo.
E' stato a trovarlo a casa sua in Liguria?
Certo. Ho conosciuto la sua compagna Mercedes, una attrice che mi ha fornito tanti utili consigli.
Ci parli dell'EP in arrivo.
Sei canzoni. Quella sanremese, quella di Fossati, molto beat anni Settanta: ricorda La mia banda suona il Rock, curiosa poiché oggi da lui ci si attendono ballad. Un altro pezzo lo ha scritto Gaetano Civello e tre sono miei.
Stile?
Un pop d'autore con sfumature folk e indie. E poi quel mix di energia e umanità che rendono il disco vero. Troppo spesso sento lavori piatti, qui, grazie anche al mio produttore Pietro Cantarelli, c'è molta attenzione alle dinamiche musicali. Vengo dal palco e voglio che si senta.

Idee chiare questa grintosa marchigiana. A Sanremo porta due cerchi d'amore. Ma lei pare di più un prestigiatore che di cerchi ne ha tanti e li abbina come e quando vuole. Perché quel che sfiora diventa materia viva.