di Fabrizio Basso

I Verdena una band di culto? Ormai è riduttivo. I Verdena sono una una realtà di culto. Lo confermano un disco da poco uscito, Wow, che ha messo uno iato ampio col passato e un tour che va oltre le loro stesse previsioni: tanti tutto esaurito e date da raddoppiare. Hanno registrato una live session per Mtv alla quale abbiamo assistito e che sarà visibile sul medesimo sito da giovedì 24 febbraio 2011. Anche per entrare nei gangli del fenomeno Verdena. Misteri, magie e alchimie che abbiam discusso con Roberta Sammarelli, bassista del gruppo. Che con i fratelli Alberto, voce, chitarra, piano e genio, e Luca, batteria, è i Verdena.

Partiamo proprio dal live per Mtv. Scelta della scaletta?

I pezzi che a oggi, che ci consideriamo ancora in fase di rodaggio, ci riuscivano meglio.
E nei live del tour?
Cambiamo sempre, ogni sera. Abbiamo un pubblico affezionato, ci segue in più concerti anche percorrendo tanti chilometri e dunque ruotiamo i brani.
In Wow il vero protagonista è diventato il piano, dopo anni di chitarra...
Ce n'è molto, è stato una grande stimolo nella scrittura. Con la chitarra ormai avevamo battuto tante strade.
Vista la svolta pianistica avete lavorato molto sugli arrangiamenti dei pezzi vecchi?
Direi di no. Alcuni li abbiamo provati un piao di volte. Poi ripeto la variazione ci permette ripescaggi e uscite.
Tipo?
Valvonauta a un certo punto ci ha stancato e ha saltato un paio di tour. Ora lo abbiamo ripreso e ci piace di nuovo. Invece Viba non ci ha mai stancato.
Siete in classifica con Wow.
Siamo i primi a esseere sorpresi. Ma abbiamo un pubblico affezionato, che ci ha sempre seguito. E il bello è che lo zoccolo duro si sta allargando.
E i sold out come li leggete?
Siamo rimasti spiazzati.
Addirittura?
Certo li abbiamo conquistati prima dell'uscita del disco.
Critiche per la svolta pianistica?
Pochissime. Qualcuno chiede, soprattutto in rete, che fine hanno fatto chitarra elettrica e distorsore.
Nel vostro dna anche le ballad.
Sono presenti fin dal primo album insieme alla chitarra acustica. E' un lato di noi al quale abbiamo sempre tenuto.
Influenze particolari sul nuovo album?
Alberto ci ha costretto a full immersion di Brian Wilson e Paul McCartney.
E gli Interpol?
Loniterp, la canzone che anagramma il nome, non è influenzata da loro. C'è solo un riff che mentre lo facevamo ce li ha fatti venire in mente.
Niente Sanremo?
Ci andremo quando ci scioglieremo. Siamo troppo fragili per reggere una settimana così pregna di tensioni.
I La Crus si sono riuniti solo per Sanremo.
Hanno fatto benissimo.
Voi invece farete un 2011 in tour.
Se reggiamo psicologicamente...si!