di Fabrizio Basso

A Sanremo un anno dopo. I La Crus, come l'araba fenice, risorgono dalle loro ceneri e solo per pochi giorni. Giusto il tempo di andare al Festival. Già lo scorso anno c'era stato un ammiccamento e pure con la stessa canzone. Ma non era andata. I vertici del Festival sono stati chiari: si la reunion nì Mauro Ermanno Giovanardi da solo, senza Cesare Malfatti e il resto della combricola. La canzone si intitola Io confesso e porta a Sanremo l'ateismo con la frase non credo nel peccato amore mio perché non credo in Dio.

Giovanardi che combina? Porta il diavolo all'Ariston?
In effetti credevo chiedessero di addolcirla e invece è andata bene così. Non esiste più l'inquisizione, per fortuna.
Contestualmente esce il suo disco solista Ho sognato troppo l’altra notte?

Ci  ho lavorato tanto, oltre un anno e mezzo. Sono contento delle mie dieci canzone. Ora ho voglia di suonarlo dal vivo, con Big Fish Events stiamo lavorando al tour.
Ci sono due cover di cui una doppia: perché due vole Bang Bang?
Mi piaceva l’idea e dunque mi è costato meno escludere alcuni pezzi cui ero legatissimo. Di Bang Bang ci sono una versione è più rock e un’altra più cinematografica. Una la canto con Violante Placido, realizzando l’obiettivo di fare qualcosa insieme: dovevamo andare insieme all'Ariston lo scorso anno. Poi non ci siamo riusciti. In extremis avevo pensato anche a Giusy Ferreri ma si vede che non era l'anno giusto.
Però due cover uguali...
Ha ragione, so che non è abituale includere nello stesso disco due cover di una stessa canzone, ma a me piacciono le stranezze.
E' vero che la sera dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia voleva fare Ma Mi?
Verissimo! Mi eccitava l’idea di vedere scritto sul teleschermo composta da Giorgio Strehler.
Poi che è successo?
Mi sembrava che la proposta venisse accettata. In dirittura d'arrivo ho capito che non ci eravamo...capiti.
E allora?
Mi era rimasto poco, mi sono trovato a decidere tra Il ragazzo della via Gluck e Parlami d’amore Mariù. Quest’ultima è sempre stata favorita ma quando mia mamma ha confessato di amarla sceglierla è stato naturale.
E' andato ad ascoltare versioni di altri?
Certo, sono due quelle che mi sono subito piaciute: Luigi Tenco e Giorgio Gaber.
Chi ha vinto?
Gaber.
Perché?
La versione di Tenco è metà in italiano e metà in inglese, assestata in una tonalità in due/quarti e pertanto molto raffinata: su quelle atmosfere avevo già dato in passato e comunque non riuscivo a metabolizzare il bilinguismo.
Chissà come saranno offesi i suoi amici del Premio Tenco!
Ma non credo. E comunque al Tenco un po' di volte ci sono stato.
Teme non la invitino più?
Spero di no. Bersani e Vecchioni li hanno invitati lo stesso.
Pronto allora per l'Ariston?
Sì, spero di non sentirmi solo.
Scusi?
Un anno invitano gli Afterhours, un altro i Subsonica: abbiano il coraggio di invitarci tutti insieme. Anche con Vinicio Capossela. Da soli siamo un corpo estraneo, tutti insieme possiamo dimostrare che pulsa un’altra Italia musicale.