di Marco Agustoni

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Mentre parla, Eliot Paulina Sumner - detta Coco, ma conosciuta con lo stage name I Blame Coco (“do la colpa a Coco”) -, neanche riesce a guardare negli occhi l'interlocutore, tanto è timida. Peggio che mai, pare, se le si chiede del padre, un certo Gordon Sumner alias Sting, quindi evitiamo l'argomento. Le uniche domande su cui Coco sembra trovarsi a suo agio sono quelle sulla sua musica e sul suo primo album, The Constant, che la ventenne figlia e sorella d'arte (leggi l'intervista al fratello Joe, leader dei Fiction Plane) è venuta a presentare in Italia. Ecco come Coco ci ha parlato del suo debutto, un album pop originale e promettente.

Rispetto alle sue prime canzoni circolate in Rete, in cui si sente una maggiore influenza reggae, per l'album c'è stato un cambio di direzione: come mai?
Le mie radici musicali sono nello ska, prima suonavo in gruppi ska ed ero affascinata dalla scena punk. Ma quando mi sono ritrovata a incidere un album vero e proprio, ho pensato che non dovevo per forza farlo ska, anche se quello era il mio background e se la gente si aspettava un album di quel tipo.

Come nascono le sue canzoni?
Di solito prima di lavorare a una canzone la scrivo nella mia testa e solo dopo la incido. Magari me ne vengono tre al giorno, magari una in un mese, dipende. Ci dev'essere qualcosa che mi fa scattare la molla giusta. Comunque sono una perfezionista, ho bisogno di qualcuno che mi dica di fermarmi, altrimenti io non finirei mai, a furia di correzioni.

La prima canzone che ha scritto?
Quand'ero a scuola ed ero stata sospesa perché avevo fumato una sigaretta. Mi hanno mandato a casa dai miei genitori e io ero molto giù perché odio deludere gli altri. Mi sono chiusa nella mia stanza con una chitarra e ho cominciato a comporre. Mi ha fatto stare meglio.

Un musicista particolarmente importante per la sua formazione musicale?
Jimi Hendrix, mi ha cambiato la vita.

Un nome non proprio attuale: c'è qualcosa che le piace della musica oggi?
Ci sono tantissimi bravi artisti, ad esempio Robyn, è la mia musicista pop preferita.

A proposito di Robyn, ha cantato con lei in Caesar: com'è andata?
Benissimo, lei è una vera professionista, oltre che una rockstar.

Come ci si sente ad aver già inciso un disco a soli vent'anni?
Non lo so, io non mi sento né giovane né vecchia. Mi sento come se non avessi età.

Internet e la musica?
Penso che internet renda la musica più accessibile, anche se dall'altro lato le ha tolto un po' di fascino. Ma è fantastico che grazie a MySpace le mie canzoni vengano sentite in parti del mondo dove non sono neanche stata.


I Blame Coco - Self Machine