Marco Agustoni

Periodo intenso per i Two Fingerz, duo hip hop formato dall'mc Daniele Lazzarin alias Danti e dal producer Riccardo Garifo alias Roofio. A dicembre la coppia è uscita con due album in contemporanea, intitolati rispettivamente Il disco nuovo e Il disco volante, e adesso Hip Hop Tv (canale 720 di Sky) ha offerto  loro - a partire dal 1° marzo - la conduzione di Made in Italy, trasmissione dedicata al rap italiano in onda tutti i giorni in più fasce orarie (scopri tutti gli appuntamenti sulla Guida tv).
Come se non bastasse, i Two Fingerz sono in uscita con il video di Buffo, singolo tratto da Il disco nuovo che presentano in anteprima esclusiva proprio su Sky.it. Abbiamo incontrato Roofio e Danti per parlare di tutta questa carne al fuoco.

La conduzione di Made in Italy è un bell'attestato di stima da parte di Hip Hop Tv...
Danti: Direi proprio di sì. Quel che abbiamo voluto fare da un punto di vista artistico come Two Fingerz è stato trasmettere il messaggio “facciamo le cose per bene, ma senza prenderci troppo sul serio”. Quindi nella trasmissione cercheremo di spingere il discorso dell'hip hop, ma in chiave leggera.

Questa è la vostra prima esperienza ufficiale da conduttori: emozionati?
Roofio: C'è da dire che a Hip Hop Tv ci sentiamo un po' a casa nostra, perché avevamo partecipato a delle trasmissioni, poi avevamo già fatto una settimana a Made in Italy, dove però prima si alternavano i vari artisti della scena italiana.
Danti: Quando trovi uno staff con cui ti trovi bene, senti meno il peso della telecamera.

Come imposterete la trasmissione?
Roofio: Ci hanno dato carta bianca. Nel primo periodo saremo solo io e lui, per far capire che comunque i conduttori siamo noi due, poi più avanti avremo numerosissimi ospiti.
Danti: Ci piace andare step by step visto che è un'esperienza nuova, senza andare subito a bomba.

La vostra opinione sullo stato di salute dell'hip hop italiano?
Danti: Direi che è una febbre che si alza e si abbassa da un po' di anni, non c'è uno stato febbrile costante che conferma l'amore per questo tipo di musica. C'è sempre stata una parabola ascendente e discendente al contrario di altri generi consolidati. Adesso però la febbre è molto alta e già il fatto che ci siano più artisti accessibili a tutti è positivo.

Non siete quindi di quelli che pensano che una maggiore esposizione faccia male all'hip hop?
Danti: Il fatto che l'hip hop arrivi in alta classifica è un bene. Secondo me un genere si consolida quando al suo interno ci sono più settori: quello più commerciale, quello più underground, quello più politico. Se è vero che l'hip hop è diffondere un messaggio, tante più persone riesci a raggiungere, meglio è.

Artisti hip hop particolarmente interessanti in questo momento?
Danti: Fabri Fibra è quasi inutile dirlo, noi collaboriamo con lui perché ci piace come artista, riesce a dare la chiave che vorremmo dare anche noi, ovvero parlare di qualcosa, ma in maniera ironica.
Roofio: Io aggiungerei Dargen D'Amico, One Mic e Mastermaind.

Nell'hip hop italiano c'è anche una certa contaminazione con sonorità dance ed elettroniche, come ad esempio nel vostro singolo Hey dj, a cosa pensate che possa portare questo incontro?
Danti: Più l'hip hop ha sfumature, più è probabile che la gente lo ascolti. Il nostro scopo è quello di arrivare a più gente possibile e il fatto di aver inserito dell'elettronica nei nostri pezzi, oltre al fatto che ne siamo appassionati, è dovuto anche a questo.

Nel giro di due anni avete pubblicato Il disco finto, Il disco nuovo e Il disco volante: un po' tanti dischi...

Danti: Siamo chiusi in studio ventiquattr'ore su ventiquattro e siamo iperproduttivi, quindi avevamo tanto materiale. Abbiamo pensato di cercare una via diversa rispetto a “stampo un disco, lo porto alla distributrice, lo faccio arrivare nei negozi e lo promuoviamo con un ufficio stampa”. Abbiamo saltato i passaggi che avevamo fatto con Figli del caos e abbiamo deciso di fare un percorso più indipendente, vendendo i nostri dischi ai live o regalandoli su internet.
Roofio: Poi coi tempi che corrono la musica si brucia molto più velocemente di quello che potrebbe essere un disco ogni due anni. Su internet se sparisci per una anno sembra che non ci sei più.

Vi va di raccontare il video nuovo?
Danti: Con il video di Buffo abbiamo pensato di fare un ennesimo cambio di direzione, perché ci piace fare così, è questo è il nostro esperimento con un pezzo d'amore. Abbiamo voluto seguire un'idea più cinematografica, cercando di attenerci al testo del brano.