di Marco Agustoni

Non hanno nostalgia del passato, i Duran Duran, e lo dimostrano intitolando il loro ultimo album All You Need is Now (già in vendita su iTunes e a fine marzo su supporto fisico), ovvero “tutto ciò di cui hai bisogno è ora”, ma è anche vero che questa recente fatica li riporta alle sonorità dei loro esordi, e a sentire loro l'entusiasmo è lo stesso di allora. Ecco come Simon Le Bon e soci hanno presentato il disco alla stampa.

Questo è il vostro primo album pubblicato senza una major: come mai questa scelta?
Non eravamo più a nostro agio a stare in una major, non pensavamo che avrebbero lavorato bene a questo nostro album, e così abbiamo deciso di fare da noi. Le major sono ancora nel passato, mentre le etichette indipendenti si muovono più agilmente. E fare le cose in maniera diversa è stato molto stimolante.

Avete pubblicato il disco su iTunes con vari mesi di anticipo rispetto all'uscita su supporto fisico: una scelta azzardata...
La storia di iTunes è stata la cosa migliore che potessimo fare per il nostro album, mentre le major pensavamo che così avremmo dato via il disco. Le vendite confermano che avevamo ragione. Tra l'altro, molti musicisti continuano a chiederci: “Come sta andando?”, perché sono incuriositi.

Non siete preoccupati dal download illegale?
Sì, ci preoccupa, ma è una di quelle cose con cui bisogna convivere e che tuttalpiù puoi cercare di limitare.

Come è stato lavorare con Mark Ronson (nda: produttore che ha lavorato, tra gli altri, con artisti come Amy Winehouse e Lily Allen)?
Siamo tornati a una fase più sperimentale. Siamo stati più coraggiosi che in passato nello scrivere le canzoni e in questo Mark ci ha aiutato molto. Voleva tornare a un sound simile a quello dei primi dischi e questo poteva essere rischioso.

Cos'è cambiato nel vostro modo di lavorare a un disco?
Noi ci sentiamo come agli inizi. Con un nuovo album davanti è come essere di fronte a una tela bianca e chiedersi: “E ora cosa facciamo?”. Mark ci ha dato una mano nel focalizzarci su quel che avevamo in mente.

Non c'è mai stata la tentazione di qualche progetto solista?
Siamo molto forti e produttivi come unità, nessuno di noi avrebbe avuto una carriera così lunga se avesse preso un'altra strada. Qualcosina per conto nostro l'abbiamo fatta, comunque, senza mai pentircene. Ma siamo molto meglio come band che come singoli individui.

Porterete i brani del disco in tour?
Sì, probabilmente torneremo in Italia a luglio, stiamo definendo ancora le date. Suoneremo prima negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e ovviamente vorremmo suonare anche in Europa.

Domanda per Simon Le Bon. L'anno scorso è stato nella villa in Sardegna di Berlusconi: ha notato qualcosa di strano?
Ho notato tante cose strane. Innanzitutto, ha un vulcano nel giardino! E poi ha un parco giochi con le statue di Biancaneve e di sei nani. Dov'è finito il settimo?