di Floriana Ferrando

Ci sono i pezzi che hanno reso grandi gli “scarafaggi” di Liverpool, la voce roca di Frank Sinatra, il timbro suadente di Mary Wells mentre intona My Guy (dai più giovani conosciuta grazie al film Sister Act che l’ha ribattezzata My God) e il ritmo dei Beach Boys con I Get Around.

Ma anche Elvis Presley, Roy Orbison con il suo pezzo più celebre Pretty Woman del lontano 1964, che tanto ha fatto sognare le fanciulle degli anni Novanta, e Rod Stewart con la sua provocante Do you think I'm sexy. Ci vuole oltre un’ora per ascoltarli tutti ma alla fine si potrà dire di avere sentito in un colpo solo tutte le canzoni che hanno raggiunto il primo post nelle hit parade dagli anni Cinquanta alla fine del secolo scorso. Si chiama Chartsweep ed è la trovata di un programmatore e docente americano che ha realizzato un mega-file MP3 che racchiude cinque secondi dei brani che hanno fatto la storia della musica americana.

Hugo Keesing (questo il nome dell’ideatore dell’iniziativa) ha dato vita al progetto mentre teneva un corso di musica presso l’Università del Maryland e riprendendo il concetto di Chartsweep nato verso la fine degli anni Sessanta e legato allo show radiofonico “La storia del Rock’n’roll”. Il corso, intitolato La musica popolare nella storia americana, aveva lo scopo di indagare il ruolo e le caratteristiche delle note  in ogni diverso periodo storico, da qui l’idea di assemblare diverse canzoni selezionando in ognuna di esse un segmento di appena cinque secondi che potesse rendere il brano subito riconoscibile, in modo da fornire agli studenti una panoramica della storia musicale.

Kessing però non si è più fermato ed è arrivato anno dopo anno a concentrare in 75 minuti oltre trent’anni di canzoni, fino a quando non ha smesso di insegnare. Insomma, grazie a Chartsweep sarà possibile fare un viaggio nella musica americana in un solo colpo, dal 1956 al 1992, o sarebbe meglio dire: da Dean Martin con Memories Are Made of This a Whitney Houston con I Will Always Love You.

Il collage di note che ne è venuto fuori spazia dagli acuti dei Bee Gees in Stayin’ Alive e dalla scatenata I Will Survive interpretata da Gloria Gaynor negli anni Settanta, agli anni Ottanta con la romantica Every Breath You Take dei Police e la ballatissima Sweet Dreams degli Eurythmics. È curioso vedere come cambiano i generi in una manciata di anni, come alcuni cantanti compaiono e scompaiono nel giro di un ritornello come delle vere e proprie meteore, mentre c’è chi, invece, ha dominato per anni le classifiche, come Michael Jackson che in Chatsweep fa la sua prima apparizione al ventiduesimo minuto per ricomparire 1.200 secondi dopo. D’altronde, se è stato battezzato come il Re del Pop un motivo ci doveva pur essere.

L’iniziativa sembra apprezzata, basta dare un’occhiata sul web dove i complimenti si sprecano. L’utente Rob Gehrke dopo questa carrellata di ricordi tira un sospiro carico di nostalgia: “Ah, gli anni Ottanta!”,  Seisachtheia fa un tuffo nella sua infanzia quando il padre le cantava “un sacco di queste canzoni”. Un altro, invece, scrive: “È sorprendente scoprire che molti di questi numeri uno provengono da film scadenti”. In effetti dall’Ottanta in avanti sono diversi i brani che hanno fatto da colonna sonora a film e musical, da FlashDance a Footloose ma, considerando il successo che le pellicole hanno registrato, sono tutt’altro che titoli scadenti.

Infine qualcuno si lascia andare ad un’analisi sociologica: “Una cosa che è cambiata negli ultimi 60 anni è la nostra capacità di attenzione. Questo è un esempio perfetto, non abbiamo nemmeno il tempo di ascoltare un brano di tre minuti”, commenta Larrfirr. Come dargli torto?