di Camilla Sernagiotto

La colonna sonora gioca un ruolo fondamentale in un film: crea situazioni, emozioni, scenari, riesce a delineare meglio i personaggi che accompagna.

Il tappeto sonoro di una pellicola è così importante da essere ogni anno in lizza per una statuetta alla notte degli Oscar, ma oltre ai celebri motivi firmati Ennio Morricone e Michael Giacchino, spesso nei 120 minuti circa di una pellicola si annida una canzone di una star con la S maiuscola.

Tutto incominciò nel 1997, quando James Cameron volle legare indissolubilmente al suo Titanic la voce di Celine Dion:



E per il suo secondo kolossal, Cameron adottò la stessa strategia, assoldando Leona Lewis per Avatar. Il risultato? I See You.



Eppure già negli Anni Ottanta Richard Donner si era rivolto ad un mostro sacro del Pop come Cindy Lauper per The Goonies 'R' Good Enough, il tema musicale del film cult I Goonies:



Oggi non c’è regista che non abbia già contattato un cantante famoso prima del ciak d’apertura, parola di Darren Aronofsky, che per The Wrestler ha scomodato niente popò di meno che il Boss, facendogli portare a casa addirittura un Golden Globe nel 2009 per la migliore canzone originale.

Stessa sorte toccò l’anno prima a Eddie Vedder, che con Guaranteed tratta dalla soundtrack (da lui curata interamente) di Into the Wild fece impazzire sia gli amanti del cinema sia i suoi fan:



E in Italia?

Chi se non Ligabue avrebbe potuto scriversi un film da solo, dirigerlo e curarne pure la colonna sonora?

Il 1998 fu l’anno in cui il rocker di Correggio perse più ore di sonno a furia di lavorare, ma ne è valsa la pena: il suo Radiofreccia vinse tre David di Donatello e la canzone Ho perso le parole si aggiudicò un Nastro d’argento e il Premio Italiano della Musica.

Non sarà un Golden Globe, ma noi italiani sappiamo accontentarci…