di Marco Agustoni

Dalle nostri parti, Dan Black ce lo ricordiamo soprattutto per le sue movenze tarantolate nei video dei Planet Funk, progetto dance quasi interamente italiano ma ascoltato in tutto il mondo, di cui Black è stato a lungo guest vocalist. Ma il poliedrico Dan è stato anche il leader della band The Servant e, da qualche anno a questa parte, ha avviato una prolifica carriera da solista, culminata nel disco d’esordio Un… anzi, ((un)), come ci tiene a sottolineare lui, in uscita in Italia il 5 aprile. L’ottimo album, in bilico tra pop ed elettronica, è stato accompagnato dal video “cinematografico” di Symphonies, singolo in cui Black duetta con il rapper statunitense Kid Cudi, uno degli mc più interessanti del momento. Abbiamo parlato di questo e molto altro con Dan Black in un’intervista esclusiva per Sky.it.

A cosa si riferisce il titolo del disco, Un?
In realtà è ((un)), ma nessuno sembra accorgersene, per quanto me ne lamenti! In ogni caso, vivo a Parigi e in Francia “un” significa uno, che sta a indicare che questo è il mio primo disco solista. Poi, in inglese, se metti “un” prima di una parola significa che non è quella cosa. Ad esempio: un-pop, un-hip hop, un-noioso e via dicendo. Se avevo la sensazione che una canzone stesse diventando troppo qualcosa, tipo troppo indie, allora la mettevo da parte. Per finire, la “u” e la “n” sono la stessa lettera rovesciata, così come in ognuna delle canzoni convivono degli elementi opposti: tristezza/allegria, aggressività/gentilezza…

Cos’è rimasto nella sua musica delle esperienze con The Servant e Planet Funk?
È difficile da dire. Sono state entrambe esperienze talmente importanti che non saprei veramente dire quanto mi abbiano cambiato.

Com’è nata la collaborazione con Kid Cudi in Symphonies?
È stata piuttosto casuale, un amico di un amico gli ha fatto ascoltare alcuni miei pezzi, a lui sono piaciuti e mi ha contattato. Io ero già un suo fan, così sono stato contentissimo di mandargli un brano su cui lui potesse intervenire. Gli ho inviato Symphonies per email e lui me l’ha rimandata nel giro di due giorni con le sue aggiunte, è stato super veloce!

Nel video di Symphonies lei e Cudi viaggiate letteralmente attraverso la storia dei film, passando per una serie di tipici titoli cinematografici: qual è la sua scena preferita?
Ce ne sono tante che adoro. Mi piacciono soprattutto quelle di animazione, in cui non ci sono io per davvero, perché è divertente vedere te stesso come un pupazzo o un cartone animato.

A proposito di cinema, quanto i film e le immagini in movimento hanno influenzato la composizione di ((un))?
Parecchio, in effetti. Mi piace avere fonti di ispirazione che non siano musicali, cercare di utilizzare diverse modalità di creazione, applicandole però a una canzone. Il semplice feeling di un film può far nascere un’idea. Inoltre, molti dei sample che uso sono presi da film, tagliati e resi irriconoscibili.

Se potesse comporre la colonna sonora per un classico del cinema, quale sceglierebbe?
Un racconto di Canterbury di Michael Powell ed Emeric Pressburg. È uno dei miei film preferiti e mi piacerebbe vederlo con una colonna sonora radicalmente diversa. Ma poi forse mi sembrerebbe quasi blasfemo cambiare quella originale!

In Life/Dreams canta: “La vita è vita, i sogni sono sogni, e io sto galleggiando da qualche parte nel mezzo”. Dove si trova questa “qualche parte nel mezzo”?
È quel posto che non conosciamo e a cui non possiamo dare un nome. È quello spazio sempre ai margini della nostra visione.

((un)) sta uscendo adesso in Italia, ma lei lo ha registrato nel 2009: cosa sta facendo ora?
In questo momento sono nel mio studio di Parigi a fare il mio secondo album e anche a scrivere e produrre per e con altri artisti. È un momento davvero eccitante per me, ((un)) mi ha aperto tantissime possibilità, soprattutto negli Stati Uniti, quindi sto cercando di approfittarne il più possibile.

Nel 2010 ha passato molto tempo in tour: ha in previsione altri concerti per quest’anno?
Sì, in pratica sono stato in giro per gli ultimi due anni, sono stato ovunque. Come detto, per ora sono immerso in “studiolandia”, ma stiamo valutando la possibilità di fare qualche show a breve, mi manca già! Soprattutto spero di passare in Italia, manco da troppo tempo.