In dolce e contagioso trasporto è Rm Hubbert ad aprire il secondo dei due live italiani del quintetto di Glasgow. Il suono che manda è lieve ma intenso. L'armonica scalda i cuori ansiosi degli spettatori e ci si lascia trascinare. Per lui trenta minuti poi è tempo di Mogwai.

Fin dal primo riff l'atmosfera si fa ossessiva, pesante, il pubblico freme e si decolla con White Noise, tratto dal nuovo album Hardcore Will Never Die, But You Will, il settimo disco della loro storia. Seguono Ithica, Death rays e Werewolf. L'esibizione è eccellente, catapultata nel groove degli anni Novanta, ai tempi di Mogwai Young Team: l'inno Killing all the flies, tratta dal miracoloso Happy Songs For Happy People, ne è la riprova, ha quel tocco in più, leggero ma sentito, che fa di ogni live dei Mogwai un'esperienza unica.

Dalle distorsioni di San Pedro si passa all'emblematico Autorock, l'intensità del suono aumenta: Xmas steps è aggressivo, tagliente, penetra le pareti dello stomaco ed esplode in rabbia. E' questo il sound dei veri veterani del Post Rock! Il pubblico in delirio, potenza e tecnica all'unisono.

I Mogwai sono un mix micidiale! Rano pano, tra gli inediti incisi nel Chem 19 Studios, e Helicon 1 lasciano il passo a You're Lionel Richie. L'intro in italiano suona come un piacevole omaggio da un gruppo quasi totalmente strumentale. Chiude Mexican Grand Prix e un bis ricco di ben tre pezzi Thatcher, Satan e il potente, oppressivo Batcat. (Recensione di Andrea Colaci)

Questa la scaletta del concerto all'Alcatraz di Milano:
White Noise
Ithica
Death rays
Werewolf
Killing all the flies
San Pedro
Autorock
Xmas steps
Rano pano
Helicon 1
You're Lionel Richie
Mexican Grand Prix

Thatcher
Satan
Batcat

Mogwai in Batcat