di Fabrizio Basso

E' un globetrotter del pianoforte. Nazzareno Carusi, abruzzese di Celano, mastica il palco da quando aveva dieci anni. Ecco perché qualche giorno, a volta qualche ora, a casa sono per lui un privilegio. E' da poco uscito col suo album Petrolio, citazione dichiaratamente pasoliniana. Appaiono nel disco Lucio Dalla, Simona Molinari, Fabrizio Bosso, Fabrizio Meloni e Francesco Di Rosa.

Una bella fatica trovare il...Petrolio!
Abbastanza. Un disco che esce è quasi un figlio.
La sua vita va a mille.
Non conosco sosta. Ho frequentato la musica classica ai massimi livelli. Sono stato ospite nella televisione commerciale. Due situazioni agli antipodi nelle quali mi trovo bene comunque.
Lei sta contribuendo ad alleggerire la classica.
Va portata a chi non la conosce. Per visitare la Cappella Sistina non bisogna esseere esperti d'arte.
Insomma bisogna prendersi un po' meno sul serio.
La parola d'ordine è sdrammatizzare. La musica è bella o brutta indipendentemente dal genere.
Cioè?
La Nona di Beethoven è un capolavoro immenso, Yesterday dei Beatles è un capolavoro in tre minuti. Sono due capolavori comunque. Ecco perché insisto che la musica classica deve scendere tra la gente.
Ci sono già dei risultati?
Direi di sì. Prendiamo il discusso Allevi: la mia compagna ha una scuola musicale che si chiama Mikrosmos: su cento studenti che ci arrivano, 90 sono incentivati dalla bella leggerezza pianistica di Allevi. Poi magari una decina si avvicinano a Bach e Mozarth. Luciano Pavarotti, col suo Pavarotti & Friends ha dimostrato che l'opera si poteva portare negli stadi
Ha collaboratori illustri.
Scelti per amicizia. Con Dalla ne abbiamo parlato in un bar. La Molinari è mia corregionale.
Definisca Petrolio.
Una jam session a base di musica classica