di Fabrizio Basso

Il mare è mitologia, canzone di gesta e simbolo del fato. Il mare è profondità abissale. E’ biblico. Vinicio Capossela ci ha messo tre anni e 19 canzoni per raccontare questo suo percorso, diviso tra il Mediterraneo e l’Oceano. Dentro c’è tanto Omero ma anche Melville, i Padri Pellegrini, Gordon Pym e Billy Bud.

Vinicio Capossela il suo è un disco enciclopedico.
Tratto temi della nostra cultura. E affrontandoli mi è tornata voglia di stuidare.
Magari è contagioso.
Lo spero, l’arte è come passarsi un secchio quando c’è un incendio, si tramanda così.
Questo è un disco di mare.
Ha il fondo blu. Chi ha visto la terra dal cielo pare che la veda come una macchia blu.
Ma lei non è un uomo di mare.
Vero però sono suggestionato dalla letteratura di mare, quella che mette l’uomo davanti al destino.
Cosa la affascina?
Il lato biblico del mare e delle storie. Che succede se percorri una strada sapendo che ti porta a finire male. Penso a Giobbe e Jona ammutinati al cospetti di Dio. Mi interessa il mare dei fuorilegge
Ci spieghi il titolo.
I marinai sono il viaggio, i profeti indagano, la balena rappresenta ciò che è fuori dal comune.
Tipo?
Dio e il Ciclope.
Tra i temi ricorrenti ci sono la nostalgia e il nostos, il ritorno.
La nostalgia nasce come termine medico: fu coniato per soldati svizzeri che soffrivano la distanza da casa. Il ritorno ha un senso se quando si torna si ritrovano le cose come sono state lasciate.
Cosa è il destino?
E’ la coda della balena. Quando la vedi, la balena è già passata. E così il destino…te lo ritrovi addosso.
E invece lei come si definisce?
Un profeta non creduto.
Scusi?
Il profeta è un indagatore di segni ma se non viene creduto il suo lavoro è inutilie.
Sarà un disco complesso da rappresentare dal vivo.
Un album così non si rappresenta. E’ evocativo. Si chiudono gli occhi e ci si lascia trasportare.

E’ davvero un viaggio immenso quello che si fa col nocchiero Capossela. Si incontra anche la Madonna delle Conchiglie, quella che parla di accoglienza. E il mondo di oggi avrebbe bisogno di essere più accogliente. A qualunque latitudine e longitudine.