di Fabrizio Basso

Parlano di meche e vibratori, dell'urna di Tenco e dell'amante segreto. Con quel tono scanzonato di chi è irriverentemente serio. Si chiamano Serena Ganci e Simona Norati, sono le Iotatòla, duo siciliano che sta destabilizzando la Trinacria con l'album Divento Viola. Sono anche simpaticamente nottambule perché alle 11 di mattina sono già stanche. Ma è quella stanchezza che mette gioia. Nascono a Musicultura con Addio e questo album Divento Viola è fresco, è "un progetto cucito su misura, un lavoro molto intenso. Tutti i brani sono co-firmati ma per noi che li conosciamo ognuno ha una paternità. Chi ci conosce sa chi ha scritto cosa". Ma loro sono più scaltre dell'arguzia e per creare confusione si rubacchiano ideuzze l'un l'altra.

Sono, Serena e Simona, autoironiche, "non siamo né ventenni né veline, mettiamo vestiti aderenti con scarpe da uomo o converse". Ma sanno anche essere decise. Lavorano per un rinascimento siculo e lo fanno attraverso una associazione che si chiama Arsenale. Nasce da un'idea di Cesare Basile: "Qui in Sicilia c'è gente che lavora per l'arte con professionalità da decenni. Era dai tempi di Federico II che non si vedeva un movimento così coeso e convinto".

Con l'estate porteranno la loro musica entusiasmante oltre lo stretto di Messina per dare una sferzata di novità all'Italia paese per vecchi. Stanno facendo un lavoro di limatura sugli arrangiamenti e soprattutto non vogliono visual: "Le immagini sono un vecchio modo di proporsi, sono legate agli anni Novanta. Preferiamo inserire l'elemento teatrale. Facciamo anche un performance con due attori che ci manovrano come burattini: siamo legate a fili e suoniamo in quelle condizioni"

Iotatòla è un duo che allarga i confini della musica. La porta a livello di performance. Ma non a livello scenico bensì a livello mentale. Ed è questa la differenza. La marcia in più. E' bella la Sicilia alla deriva...con le sue sorprese.

Iotatòla a Musicultura