Mads e gli altri: guarda la fotogallery dei giovani cantautori

La primavera è esplosa in tutto il suo glorioso splendore, portando con sé non solo luce e calore, ma anche qualche accenno di calura, anticipando quelli che saranno gli afosi mesi estivi. Per rinfrescare le orecchie, però, non sarà sufficiente qualche tormentone radiofonico in odore di canzone da spiaggia: meglio affidarsi allora alle canzoni di qualità. Ecco qualche consiglio per passare una primavera musicale d’autore.

Tra i giovani cantautori da tenere d’occhio per i tempi a venire, c’è di sicuro la ventiseienne di Philadelphia Melody Gardot. Buddhista praticante, la Gardot è rimasta vittima a soli diciott’anni di un grave incidente, dopo il quale ha dovuto reimparare a fare quasi tutto da zero. La musica (assieme alla cucina macrobiotica) l'ha aiutata ad affrontare il trauma e da lì è nata la sua carriera di cantautrice. Altro nome al femminile da prendere in considerazione è quello di Agnes Obel: danese, classe 1981, si è imposta all’attenzione internazionale con l’esordio Philarmonics, del 2010, e di sicuro avrà ancora molto da dire in futuro.

Andiamo poi sul sicuro con Katie Melua, l’anglogeorgiana che ha già pubblicato quattro dischi (l’ultimo, The Tourist, è dell’anno scorso) e ha dimostrato un talento innato nello scrivere le proprie canzoni. Largo ai maschietti, ora: apriamo con un già ampiamente affermato James Blunt (leggi l’intervista), che dopo essere stato soldato in Kosovo ha avviato una fortunata carriera da cantautore, culminata nel terzo album Some Kind of Trouble. Per gli amanti di sonorità più cupe e d’avanguardia, invece, è imperdibile il primo, omonimo disco dell’inglese James Blake, che coniuga un approccio cantautoriale alle atmosfere della musica dubstep. A Blake possiamo accostare un altro esordiente inglese, Jamie Woon, con il suo Mirrorwriting, uscito proprio in questi giorni.

Per concludere chiamiamo in causa un altro danese, Mads Langer, il cui nuovo lavoro Behold è in uscita nei primi mesi di maggio. Ce ne ha parlato in una breve intervista.

È vero che non riesce a non scrivere canzoni?
Sì, ne avrò scritte almeno duecentocinquanta. Scrivo dappertutto, su qualsiasi foglietto mi capiti a tiro. Alle volte per portare a termine un brano mi ci vuole un mese, ma altre mi bastano dieci minuti.

Da dove prende l’ispirazione per la sua musica?
Sono un grande amante della musica, da Keith Jarret ai Rage Against the Machine, passando per Rihanna: basta che si tratti di musica onesta e di sostanza. Ascolto molto i Beatles, Steve Buckley, i Radiohead… ma quando scrivo non penso di ispirarmi troppo a loro, cerco più che altro di lasciarmi trasportare dall’ispirazione.

Il singolo You’re Not Alone (guarda il video) le ha dato grande notorietà: cosa si aspetta adesso, col nuovo album?

Mi aspetto molto duro lavoro. Quando ho cominciato sei anni fa mi sentivo insicuro e non sapevo cosa volevo. È qualcosa che impari, a essere in controllo. All’inizio ero troppo confuso e non sapevo dire di no, ora invece mi sento padrone di me stesso.

Il suo brano The River Has Run Wild è stato inserito nella serie tv The Vampire Diaries: com’è successo?
Molto semplicemente nel 2006 vivevo negli USA e alcune persone che lavoravano nella tv statunitense avevano cominciato a seguire la mia musica. Quello che si è occupato delle canzoni dello show mi conosceva e così mi ha chiesto di poter inserire un mio brano nella serie.

Dei talent show, cosa ne pensa?
Innanzitutto, vorrei che fosse chiaro alla gente che io non vengo da un talent. [ride] Detto questo, X Factor è un buon intrattenimento e ne viene fuori anche qualche bravo interprete. Ma non è musica che viene dal cuore.