di Fabrizio Basso

Il ribelle del pop si confessa. Matteo Amantia ha scelto una carriera in salita anziché una se non in discesa quanto meno in pianura. Nel momento del massimo successo ha abbandonato i Sugarfree, band con la quale aveva raggiunto il successo con Cleptomania e Scusa ma ti Chiamo Amore. Dopo avere lavorato anni a un disco da solista ora è pronto a sedurre la sua Sicilia per poi risalire la penisola verso nord con un album eponimo.

Allora cosa è successo?
Vuole la verità o la diplomazia.
Iniziamo con la diplomazia.
Non ci trovavamo più artisticamente.
La verità?
Non volevo fare compromessi.
Che significa?
Non mi piace la manipolazione del lato artistcio.
Continua a essere criptico.
Non mi piace cambiare, per logiche commerciali, canzoni che nascono dalla realtà. All’inizio ho tentato di mediare poi ho detto basta.
E i suoi compagni di band?
Anche loro soffrivano, ma quando il compromesso porta denaro spesso è più facile chiudere un occhio.
Che ha fatto appena uscito dai Sugarfree?
Ho cercato persone delle quali fidarmi. Ho recuperato gli amici di Kata Itna, che significa sotto l’Etna, e abbiamo subito ritrovato l’empatia.
Poi è arrivato questo disco.
Si, ma ho voluto prendermi tempo, ci ho lavorato anni curando ogni dettaglio e ne sono pienamente soddisfatto.
Ora va in tour?
Ne parliamo più avanti. Fino alle soglie dell’estate farò promozione, voglio condividere il disco con più persone possibili.
Per il live serve qualcosa di più a livello energetico. E’ il massimo momento di condivisione e va curato.
Quando ha lasciato i Sugarfree ha riflettuto su quel che lasciava?
Molto E’ stata una esperienza importante. Gestire momenti come il Festivalbar o Sanremo è importante. Al Festival fai anche 50 interviste al giorno: le emozioni vanno gestite.
Quanto è importante internet oggi?
Fondamentale. I dischi intesi come supporto fisico sono in via di estinzione. Anche le major negli ultimi anni sono diminuite.
E la musica dove la mettiamo?
La magia oggi si chiama radio. Anche se ha una componente meno romantica e più commerciale visto che guadagna su ciò che trasmette.

Matteo Amantia in Avido