Come ti lancio un nuovo talento del rap? Ad esempio, affidandolo a un team produttivo di consolidata esperienza come Produzioni Oblio, che negli anni ha contribuito a far decollare la carriera di nomi ormai affermati dell'hip hop come Club Dogo, Vacca e Marracash o del reggae dancehall come Babaman (leggi l'intervista). Questa volta è il turno di Melo, giovane mc di Saronno che è appena uscito con il disco d'esordio Rap Shock, in cui l'hip hop ammicca a sonorità dance e a cui partecipano musicisti come il già citato Vacca o lo storico vocalist Franchino. Visto il fiuto dimostrato finora da Produzioni Oblio, è probabile che anche Melo arrivi lontano. Per cercare di carpire i segreti di questi produttori, abbiamo intervistato uno di loro, Tave.

Vi va di raccontare in breve il vostro percorso da produttori?
Per fare in breve, non possiamo fare altro che nominare gli artisti con cui abbiamo lavorato: Club Dogo, Vacca, Babaman, Enmicasa, Marracash e Vincenzo da via Anfossi, tutti artisti che stanno facendo parlare di sé. Quindi oltre ai loro meriti, diciamo che ci abbiamo visto bene e abbiamo lavorato bene. Ci vuole tempo e costanza, quella che adesso stiamo mettendo nel nuovo progetto di Melo. Tra qualche anno rifacciamo l'intervista e vediamo se possiamo aggiungere altri nomi alla lista...

Come si capisce di avere a che fare con un vero talento?
Non vorrei cadere nel romanticismo, ma quando hai a che fare con delle persone che a pelle ti trasmettono quelle sensazioni in più, lo capisci al volo. Questa è gente che ci ha creduto dal giorno zero e noi con loro, oltre ovviamente a saper fare bella musica bisogna essere artisti e loro lo sono in tutto.

Che cosa vi ha convinto in Melo di trovarvi di fronte alla persona giusta, quando avete deciso di lavorare con lui?
Ci ha convinto il fatto che lui è convinto di quello che fa, ha il giusto approccio alle cose. Inoltre il suo album è intrigante e innovativo, si sa mettere in gioco ed è un persona che sa come si parla alla gente al di fuori dell'ambito musicale,  requisito essenziale in questo panorama musicale in continua evoluzione. Poi la formula del successo non la conosce nessuno. È un nuovo cavallo su cui scommettere e noi lo facciamo!

Melo – Non ho più l’età



Passiamo ora la parola al diretto interessato, ovvero Melo.

Come è cominciata la tua "carriera" da mc?
È cominciato tutto anni fa per gioco con un mio amico, Dave, che poi è diventato parte del mio gruppo, i B.Bro. Avevo sempre scritto per diletto, ma ascoltando principalmente altri generi musicali, non avevo mai avuto come priorità entrare in questo mondo. La cosa si è evoluta quando abbiamo incontrato Jodi, che produceva già da tempo e da lì non ci siamo più fermati.

Quando hai cominciato a lavorare a Rapshock e come ti sei imbattuto in Produzioni Oblio?
Ho cominciato più di un anno fa: avevo conosciuto Zed tramite Produzioni Oblio e visto che mi trovavo bene con lui a livello personale ho aspettato il momento e l'idea giusta, poi gli ho chiesto di produrre il disco. Conoscevo già da tempo Tave di Produzioni Oblio, sono sempre stato al mio posto aspettando che l'etichetta si interessasse a me e continuando a lavorare, poi finalmente è arrivata l'occasione giusta.

Vacca, Franchino, Zed: come sono nate le collaborazioni del tuo album?
Con Zed e Vacca siamo amici, abbiamo condiviso molto altro oltre alla musica. Come dicevo prima sono riuscito a trovare il momento giusto per proporre le mie idee e i miei progetti. A livello artistico comunque è cominciato tutto con le due settimane trascorse insieme per fare Lost in MI Nord, l'ep uscito l' anno scorso, con il mio gruppo e con Vacca. Per quanto riguarda Franchino, dieci anni fa facevo il PR in alcuni locali dove lui lavorava e per noi era un mito. Ho ripreso i rapporti con lui da fan, una volta che ci siamo ritrovati siamo diventati amici e lui ha realizzato il mio sogno.

Nel tuo disco, soprattutto in brani come Non ho più l'età o No limits, hai un approccio quasi dance all'hip hop...
Vengo da altri generi, come già ti dicevo, la mia gioventù ha avuto come tema portante la musica elettronica, ho fatto mille viaggi, serate in tutta Italia e non solo. Sono sempre rimasto affascinato dal rap come colonna sonora di quei viaggi per andare a ballare. Secondo me, sono due generi che messi insieme possono dare un suono unico e trascinare la gente. In Rapshock ogni traccia ha un'influenza elettronica diversa, non dimenticando comunque il suono classico del genere. Strizziamo l'occhio alla dance, alla techno degli anni '90, alla jungle, all'hardcore e alla house. Pensiamo di avere trovato il giusto mix di questa fusione e ne siamo molto contenti perché era il risultato che ci eravamo prefissati.