di Marco Agustoni

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Dal cinema alla musica, dalla musica al fumetto, dal fumetto alle serie tv: tra i vari media il passo è breve, come dimostrano gli esempi di Guy Ritchie, regista prestato alle graphic novel, o di Frank Miller, fumettista dedito alla regia. A cimentarsi con un cambio di campo, questa volta, è Ziggy Marley, figlio maggiore di Bob (di cui in questi giorni si celebra il trentennale della scomparsa) e nome forte del reggae con i Melody Makers e, in anni più recenti, come solista. Ziggy ha pensato bene di conciliare due sue passioni, il fumetto e la cannabis, per dare vita assieme allo sceneggiatore Joe Casey e all’illustratore Jim Mahfood a Marijuanaman, supereroe paladino della libertà e… delle droghe leggere. Abbiamo parlato di questo e del nuovo disco in uscita, Wild and Free, con il diretto interessato.

Come le è venuto in mente di creare un fumetto?
Mi piacciono i fumetti. Mi sono sempre piaciuti, sin da ragazzino, e continuo a leggerli anche adesso. E visto che ho una grande immaginazione, ho deciso di provare a inventare questa storia per cercare di cambiare la percezione che la gente ha di questa pianta, della marijuana, perché c’è molta confusione sull’argomento. Così, dato che amo anche i supereroi, personaggi come Superman o Green Lantern, ho deciso di crearne uno nuovo, Marijuanaman.

Quali sono i suoi supereroi preferiti?
Direi Batman, lui mi piace tantissimo. O anche Green Lantern, per l’appunto…

E il suo Marijuanaman, invece, com’è?

Marijuanaman viene da un altro pianeta e arriva sulla Terra per trovare una soluzione per salvare la sua gente. Ma nell’atterrare sul nostro, di pianeta, si ritrova nel bel mezzo di una piantagione di marijuana e scopre che questa pianta provoca in lui una reazione speciale. Non solo la marijuana lo rende un supereroe conferendogli superpoteri, ma provoca in lui anche un’illuminazione. Così Marijuanaman si ritrova a combattere contro un’azienda farmaceutica intenzionata a distruggere tutta la marijuana e le piante della Terra, così da eliminare qualsiasi ingrediente naturale e imporre alla gente i suoi prodotti chimici. Quindi il mio supereroe si batte sia per il suo che per il nostro, di pianeta.

Quali sono gli interessi dietro la proibizione della cannabis?
Principalmente economici. Soldi, ecco di cosa si tratta. La marijuana è un concorrente troppo forte per l’alcol e il tabacco, e in più non la si usa solo per fumare, ma anche per produrre tantissime cose, come tessuti, combustibile, medicinali e, in sostituzione degli alberi che vengono tagliati ogni giorno, carta. Se i politici criminalizzano questa pianta, non è per il bene comune: non si preoccupano della salute della gente, ma soltanto delle loro tasche.

E per la cultura e religione rastafari, cosa rappresenta la marijuana?

È un sacramento. Ed è una via naturale per ripensare il mondo, per vederlo sotto un’ottica diversa rispetto a quella che viene imposta dalla società. È uno strumento per essere liberi.

A giugno uscirà il suo nuovo album, Wild and Free: c’è un legame tra il disco e questo suo fumetto?
Sono due cose separate, ma in un certo senso un legame c’è, perché la canzone Wild and Free che dà il titolo all’album parla della libertà di questa pianta. È un album in cui vengono affrontati molti temi differenti, ma riguarda soprattutto il conflitto tra l’individuo e la società, la necessità di cambiare come persona prima ancora che come gruppo. E poi naturalmente è un disco di musica reggae, con ritmi positivi e buone vibrazioni.