X Factor in esclusiva su Sky

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Il vero fattore X, i concorrenti di X Factor dimostrano di averlo solo una volta usciti dal talent, che dalla prossima stagione approderà su Sky. Lo sa bene Marco Mengoni (guarda la fotogallery), che nel giro di un anno è riuscito a porre le basi per una carriera duratura, ma lo sanno anche gli Aram Quartet, che dopo la vittoria alla prima edizione sono scomparsi nel nulla. Matteo Becucci, premiato alla seconda stagione, sta provando a dimostrare di avere le carte in regola col suo primo album eponimo, che segue gli EP Impossibile e Cioccolato amaro e caffè.

Ma, in bilico tra Mengoni e gli Aram, gli altri finalisti o concorrenti delle quattro edizioni di X Factor che fine hanno fatto? C’è chi come Noemi (leggi l’intervista), soltanto quinta classificata nel corso del secondo anno, si è già affermata come nuovo talento della musica italiana: tra un Wind Music Awards, due album di successo e collaborazioni di prestigio come quelle con Fiorella Mannoia e Vasco Rossi, la rossa di Roma sembra essere assieme a Mengoni la partecipante del talent con le migliori prospettive future. Sembrava partita bene anche Giusy Ferreri, medaglia d’argento nella prima edizione, ma dopo i primi dischi e l’exploit rock all’ultimo Sanremo (leggi l’intervista), la sua popolarità appare in netto calo. Ha buone possibilità Nathalie, vincitrice della passata edizione, ma soltanto col tempo potrà dimostrare di essere all’altezza di un successo duraturo.

Le aspettative hanno invece bruciato gli Aram Quartet, che pur avendo vinto la prima edizione si sono sciolti nel 2010. Emanuele Dabbono e Jury Magliolo, terzi classificati nella prima e seconda edizione, sono pressoché spariti. I Bastard Sons of Dioniso (leggi l’intervista), che hanno furoreggiato a X Factor 2 e si sono piazzati dietro Becucci, hanno dimostrato buone qualità ma, privi di una vetrina televisiva, hanno pagato il loro essere poco mainstream, senza riuscire così a fare il grande salto (almeno per ora). Per finire, rimaniamo in attesa di conferme da parte del bravo Giuliano Rassu e delle Yavanna (secondo e terze a X Factor 3), di Davide Mogavero e del bizzarro Nevruz Joku (argento e bronzo all’ultima edizione), che hanno ancora un po’ di tempo a disposizione prima di essere dichiarati dispersi.

In occasione dell’uscita del suo disco, ecco cosa ci ha raccontato Matteo Becucci

Il suo album è stato anticipato dal singolo La cucina giapponese: com’è il suo rapporto con il cibo del Sol Levante?
Mi piace moltissimo, soprattutto a pranzo, perché di solito di notte ho difficoltà a prendere sonno e se a mezzogiorno mi mangio un piatto di pasta, poi dopo crollo. Ma la cucina giapponese è stata per me anche l’occasione di sviluppare la metafora di un rapporto che in apparenza è perfetto, ma che poi nella sostanza ti lascia poco.

Rispetto a quanto ci aveva abituati a X Factor, la voce che sentiamo nel disco è leggermente diversa…
Quelle di X Factor erano tutte esibizioni dal vivo, il lavoro in studio è sempre differente. La mia voce è chiara e lineare, così per quanto riguarda i suoni abbiamo deciso di incattivire un po’ tutto il resto, anche perché volevo che questo disco avesse dentro un po’ di elettronica.

Ultimamente è stato in giro con il musical Jesus Christ Superstar nei panni di Giuda: come è andata?
Benissimo. Dopo il musical ho cominciato a prendere lezioni di recitazione perché se tornassi a fare altri spettacoli vorrei essere più preparato dal punto di vista della recitazione. Anche se poi, in realtà, le recensioni sono state molto positive.

Cos’è più difficile, andare bene a X Factor o mantenere il successo dopo?
Mah, l’esperienza a X Factor è molto particolare, sei chiuso dentro questa casa per mesi e non ti rendi molto conto di quel che ti succede attorno. Io non l’ho vissuta con molta pressione, anche perché non avevo guardato l’edizione precedente e non sapevo bene quel che mi aspettava. Ma anche una volta uscito da X Factor ho sempre vissuto tutto con grande serenità.