di Marco Agustoni

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Cecilia Cipressi, in arte Syria, non è certo un’artista che se ne sta con le mani in mano. Certo, il suo precedente album “ufficiale”, Un’altra me, è uscito tre anni fa, ma nel frattempo sono successe tante cose. Il teatro con Francesco Paolantoni e Paolo Rossi; la conduzione di un programma per bambini su Nickelodeon; il progetto elettronico Airys. E nel mezzo, la vita, con una figlia da crescere e tutto il resto. Ora, con il nuovo disco di otto tracce Scrivere al futuro, Syria torna alla sua passione originaria, il pop, e per farlo si è fatta dare una mano da Dario Moroldo degli Amari e da Sergio Maggioni, rispettivamente autore dei testi e produttore dell’album.

Dopo essere stata Airys, con questo disco è tornata a essere Syria?
Diciamo che dopo la parentesi Airys e il lavoro a teatro con Paolantoni prima e con Paolo Rossi poi, ho voluto riprendere il mio percorso come Syria. Ho vissuto alcune esperienze lontane dalla musica, che però mi hanno dato la possibilità di conoscere la musica stessa sotto altri aspetti.

E tutto quello che ha fatto prima?
Sono tornata al pop, ma non è certo un ritorno sui miei passi. Sono curiosa e mi piace sperimentare. Però avevo voglia di ritornare alla leggerezza, a ritmi e sonorità positive… che non vuol dire però essere superficiali, tutt’altro.

Non ha mai paura che i suoi fan facciano confusione?
In ogni progetto diverso ti porti un po’ di te stesso. Negli ultimi anni penso che ci sia stata un’incoerenza di fondo, ma una coerenza nel porsi. Alle volte ho magari recitato una parte, altre ho voluto esagerare, ad esempio posando nuda su Playboy, ma sono contenta di tutte queste esperienze, la vita è una sola.

Per i testi si è affidata interamente a Dario Moroldo…
Ho voluto un autore che mi scrivesse i testi dalla prima all’ultima canzone, con leggerezza ma senza essere banale. Nel tempo ho capito che preferisco che gli altri scrivano per me, io mi sento un’interprete. Mi piace raccontare le storie degli altri e anche recitare una parte, volendo.

La cover e il booklet del disco hanno un aspetto, oltre che curato, decisamente bucolico: come sono nati?
Non c’è niente di costruito a tavolino. Parte tutto dall’abito che indosso, che è l’abito da sposa di mia mamma, e da lì è venuto il resto. Per me quel vestito è esemplificativo di Scrivere al futuro, è la staffetta tra me e mia mamma, così come mi auguro un giorno di passare qualcosa io a mia figlia.

A proposito di sua figlia: come reagirebbe se volesse partecipare a un talent?
Non avrei problemi, i talent ormai sono una realtà che fa parte del modo di proporsi al pubblico. Quando ho cominciato sono stata a Sanremo Giovani perché c’era quella possibilità, probabilmente oggi andrei a X Factor o Amici.

Chi le piace, dei vari artisti usciti di recente dai talent?

Di sicuro Noemi, secondo me può arrivare ai livelli di Fiorella Mannoia. Ma anche Giusy Ferreri è in gamba.