di Fabrizio Basso

Un sogno lungo sessant'anni. Perché Renato Zero ha regalato sogni per una vita. Con le sue canzoni, con suo essere controcorrente quando era normale dalla corrente lasciarsi cullare. Per festeggiare le sue sessanta primavere pubblica Sei Zero, un triplo dvd che raccoglie e riassume gli otto concerti che ha tenuto a Roma in Piazza di Siena.

Un ciclo memorabile, otto date indimenticabili, con un pubblico ancor più eccezionale del solito.
Molta della mia vita si è consumata in quel tratto magnifico che va dal camerino al proscenio. Dal pensiero all'azione. Dal silenzio all'applauso. Quasi senza accorgermene sono arrivato a piazza di Siena carico di storia e di esperienze.
Sul palco ha trovato tanti amici.
Da Rita Pavone a Lucio Dalla, da Gigi D'Alessio a Mario Biondi, giusto per fare qualche nome. La definirei una rimpatriata.
Non una rivincita visto che c'è una dedica agli ultimi scettici?
Tutt'al più un contrappasso. Una dedica speciale a mio padre che ha fatto il poliziotto sognando di diventare tenore.
Ha fatto un suo bilancio personale?
Quello lo faccio ogni giorno. Anche se a volte ho portato a casa la pelle in periodi davvero duri. Arrivare a domicilio con la propria carcassa intatta era un sucesso.
Lei ha spesso cantato le diversità.
Mi definisco un anacronista. Ho cantato l'emarginazione in tutte le sue strutture e provenienze. So cosa vuol dire prendere mazzate per una sciarpa troppo colorata.
Era coraggioso.
Saltavamo le staccionate senza sapere che c'era di là. Credo comunque che una certa violenza sia figlia della paura: la gente aggredisce per mascherare le sue paure.
Oggi il trasformismo è Lady Gaga.
Di fronte a lei mi sento un ragazzo di parrocchia. I suoi look eccentrici mi sembrano il desiderio di uscire da una crescita meramente artistica.
Lei è cresciuto con personaggi di altro spessore a fianco.
Avevo ancora le mani sporche di marmellata che frequentavo Luigi Comencini e Tito Schipa junior.
Oggi marca male.
Non ci sono più i De Andrè e i Battisti. Ma neanche le partiture di Bindi, Lauzi e Modugno.
Esistono ancora i sorcini?
La signora che spinge il carrello al supermercato è una sorciona che ha subito piacevolmente la mia influenza.
Si diverte ancora a fare questo mestiere?
Con gli anni scopri che puoi lavorare senza gli isterismi della discografia.
Il 10 maggio 2010 presenta Sei Zero con una diretta cinematografica.
E' una idea di mio fratello. Io sarò al cinema Adriano di Roma ma potrò parlare con tutti i fan presenti nelle sale di altre città.
Chiuso questo progetto che farà?
Marcerò verso il teatro in modo più consapevole. Non voglio sfidare Shakespeare ma cambiare la mia destinazione d'uso.
Prima però una fase di decantazione.
Certo. Dopo avere cantato...decanto!