Con l'ottavo album, nato dopo la collaborazione con Scarlet Johansson in Break up, Pete Yorn, cantautore del New Jersey, rielabora il suo vissuto e lo mette in musica. Proprio per questa linea non necessita di un titolo, chiama il disco semplicemente col suo nome. Prodotto dalla Vagrant Records, descrive sinteticamente i dieci anni di carriera, definendo il suo percorso artistico.

E vanta un produttore d'eccezione, Frank Black dei Pixies. Dal vivo rende, un'unica pecca, in questa prima data italiana, è il pubblico: tanto calore ma una presenza scarsa. Ed è un peccato perché un promoter quale è Big Fish è da tempi in prima fila per portare in Italia nuovi talenti. Nuovi per noi, si intende, perché all'estero riempiono i palazzetti. E così, giusto per far rosicare, gli incerti che hanno dato forfait: pochi minuti dopo la fine del concerto, Yorn e i suoi ragazzi, era col loro pubblico a firmare un cd, bere un birra o semplicemente chiacchierare. Carinerie che gli emergenti italiani non concedono neanche prima di pubblicare un album.

L'inizio è dinamico, eccellente. Si respira aria buona, puro brio da rock and roll e si procede veleggiando su questi ritmi.
Dal palco scendono refoli di primavera e Yorn è davvero un uomo nuovo. E non per caso. Le chitarrate sono semplici ma accurate, gli arrangiamenti efficaci sono la rivalsa ai tanti strimpellamenti che sentiamo in giro. Yorn è artisticamente maturo, canta e suona con passione, vigore, sincerità.


Da non perdere le altre date in Italia:
24/05/2011 a Roma al Jailbreak Live
25/05/2011 a Bologna al Circolo Arteria