di Gabriele De Palma

Apple rilancia sulla musica. Tra le molte novità annunciate da Steve Jobs dal palco del Moscone Center di San Francisco, due riguardano la musica. La prima, e se la aspettavano un po' tutti, è il servizio iCloud, che permette di archiviare musica nel nuovo immenso datacenter Apple in Nord Carolina e di averla a disposizione su dieci diversi dispositivi (tutte le macchine fisse e mobili Apple e tutti i pc). Una mossa difensiva, per colmare la lacuna nei confronti di offerte simili proposte nei mesi scorsi sia da Amazon che da Google. L'azienda di Cupertino ha siglato nelle scorse settimane accordi con le quattro major della musica per non avere problemi di diritti d'autore, come quelli che si sono presentati con l'offerta di Amazon. Anche su iCloud, come su Amazon Music Cloud, per i brani acquistati presso lo store aziendale non c'è limite di archivio, tutto verrà copiato e archiviato gratuitamente sui server nella nuvola di Apple.

iTunes Match e la pirateria - La seconda novità è molto più innovativa e che potrebbe assestare un duro colpo alla concorrenza, è iTunes Match. È stata l'ultima cosa detta da Jobs durante il keynote, ed è stata introdotta dall'ormai classico “One more thing” che in passato è stata preludio a rivelazioni di oggetti disruptive. Lo stesso Jobs si è subito corretto specificando “A small thing” (una cosa piccola), ma iTunes Match non è proprio piccola. Si tratta della possibilità data da Apple di archiviare fino a 5GB dei propri file musicali, rippati dai propri cd o scaricati dalla rete ma non da iTunes (e fin qui nulla di nuovo rispetto ad Amazon), e di vederseli sostituiti con i file corrispondenti di iTunes, a 256kbps e senza Drm. Il tutto per 25 dollari all'anno.
Tra gli analisti più d'uno ha notato che iTunes Match è una sorta di amnistia della pirateria. La vede così anche Jeff Price, il numero uno di TuneCore, società specializzata in distribuzione di musica e video. Intervistato da Mashable ha esplicitamente detto che “è un sistema che permette di recuperare un po' di soldi per la musica piratata” visto che parte dei 25 dollari di abbonamento ad iTunes Match andranno proprio ai titolari dei diritti.

Avversari a confronto - È utile questo punto riepilogare le caratteristiche dei servizi di musica online che utilizzano il cloud computing, e metterli a confronto.

Google Music Beta - Storage: 20mila brani, caricati attraverso i server Google; servizio gratuito e a invito; possibilità di streaming; le canzoni ascoltate di recente vengono salvate sul dispositivo e possono essere ascoltate anche offline; nessuno store online aziendale dove acquistare musica; disponibile anche su dispositivi mobili Android.

Amazon Cloud Player - Storage illimitato per i brani acquistati su Amazon; per gli altri brani i prezzi per l'archiviazione vanno dai 20 dollari all'anno per 5GB ai mille per 1TB; possibilità di streaming; tutti i brani sono scaricabili su qualsiasi dispositivo e sono quindi ascoltabili anche offline; store aziendale (Amazon); disponibile anche su dispositivi mobili Android.

Icloud + iTunes Match Apple - Storage illimitato per i brani acquistati su iTunes; per gli altri brani (che verranno confrontati con l'archivio iTunes e sostituiti con file a 256kbps) si pagano 25 euro all'anno fino a un massimo di 25mila canzoni; no straming, solo download; tutta la musica può essere ascoltata offline su dieci dispositivi (iPod, iPad, iPhone, Mac e Pc); store aziendale (iTunes); disponibile anche su dispositivi mobili dotati di sistema operativo iOS.