Rihanna: “A letto mi piace giocare”. L'intervista a Rolling Stone
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Non perdona la violenza ma a letto le piace essere sottomessa, e confessa: "Mi piace essere sculacciata o legata ma in maniera spontanea. Se capita meglio usare le mani che spezzare l'incantesimo andando nell'armadio a cercare una frusta". Così Rihanna, nel numero di Max in edicola il 4 luglio che le dedica la copertina per un'intervista dai toni forti.

"Non perdono nè la violenza ne l'omicidio", sostiene Rihanna che due anni fa, a 19 anni, è stata oggetto della brutale violenza dell'allora fidanzato, il cantante Chris Brown. Le immagini della giovane artista delle Barbados con il viso gonfio di botte fece immediatamente il giro dei siti internet di tutto il mondo. "Sono stata maltrattata in passato - dice a Max - ma non corro in giro a uccidere gente nel tempo libero. Voglio solo che le ragazze siano prudenti: per questo ho girato un video potente come Man Down". Il messaggio del video, in cui appare con una lunga chioma rosso fuoco, è che vivere in determinate zone del mondo non deve essere cosa facile, tanto da costringere le ragazze a tenere ben custodita in casa un'arma da fuoco, da usare nel caso in cui qualcuno non si comportasse bene.

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"I bastoni e le pietre possono rompermi le ossa / Ma le catene e le fruste mi eccitano". "Il dolore e' il mio piacere". "Forse sono solo una masochista", canta Rihanna nel nuovo disco 'Loud'. "Lavoro tanto e prendo decisioni importanti nella vita di tutti i giorni - aggiunge nell'intervista - quindi nell'intimità' voglio un macho che si sappia occupare di me".

E, a una domanda sul suo look, considerato troppo sexy, risponde: "Il pubblico mi vede spesso con il culo e le tette di fuori e capisco che questo possa irritare alcune ragazze. Però i commenti denigranti sul web sono fatti da quelle che non hanno le palle di confrontarsi con me".

Un castello di 12 camere a Beverly Hills, 1.500 paia di scarpe, 14 tatuaggi, una passione per gnocchi e spaghetti, un film in uscita, la popstar racconta la sua ascesa: "Grazie a Jay Z ho raggiunto il successo a 17 anni, ma l'immagine di perfettina esotica proprio non mi piaceva. Io volevo emergere, così mi sono presa la responsabilità della mia immagine e della mia musica e sono diventata cattiva. 'Good Girl Gone Bad' è stata la conferma che avevo ragione".

Il video Man Down: