di Fabrizio Basso

Lorenzo tira la volata ai giovani. Lui che nell'Ora Tour si è trasformato in un crooner elettronico, un po' Sammy Davis jr e un po' Frank Sinatra, ci racconta, in una intervista vis a vis nel suo camerino, poco prima di un concerto, la sua Italia ferita ma mai doma. Anzi ruggente. E poi ci parla di libri, dischi, vacanze. Un Lorenzo sereno e loquace, reduce da una vacanza con la famiglia negli Stati Uniti con tappa obbligatoria a Broadway. Perché in Italia gli resta problematico frequentare concerti e teatri, ma all'estero può divertirsi a fare la persona qualunque.

Sappiamo che a Broadway ha visto il musical sull'Uomo Ragno.
E' pazzesco, lo vedi volare sul palco a velocità supersonica e solo alla fine, quando sul palco, per gli applausi, si presentano in otto capisci che sono in...otto a interpretarlo.
In Italia è tutt'altra storia, pure i Festival musicali stentano.
Lo so è mi dispiace. Il Festival è una città utopica che ti accompagna per tutta la vita. Ecco perché, secondo me, non ci si può andare solo un giorno. Il Festival va vissuto tutto.
A peggiorare la situazione ci sono spesso alberghi che speculano i prezzi.
E' la prova che in Italia la cultura giovanile dà fastidio. In altri paesi, Stati Uniti in primis, per attirare i giovani e agevolarli abbassano i prezzi in occasione dei festival.
Marca male per i giovani.
Bisogna riconoscere che è nata la prima generazione con una prospettiva più difficile di quella dei genitori. Questi ultimi, da sempre, riponevano speranze di miglioramento nei figli. Per la prima volta questa crescita è in discussione.
Infatti stanno a lungo a casa.
Come si fa a mettere su famiglia? Basta confrontarsi col prezzo degli affitti.
Non ci dica che è demoralizzato.
Ha voglia di scherzare? Assolutamente no. Mai arrendersi e mai dimenticare che 18 anni la vita si ha tutta davanti.
Ultimamente arrivano folate di aria nuova.
Siamo abituati a cantare vittoria già sull’1-0. Ciò non toglie che i segnali di rinnovamento si percepiscano Ciò non toglie che le elezioni sono viste male da tutti. Come dice Tarantino in Kill Bill “Non è ancora il momento di farsi i pom…. a vicenda”.
Allora chi ha vinto?
Le persone. C’è un cospicuo pezzo di Italia che chiede di essere ascoltato: sono gli studenti, sono precari, sono tutti coloro che non vivono attaccati alla mammella del Tg1.
Rifiutano la politica?
No, molto più semplicemente non ci si riconoscono.
Anche i referendum sono stati un bel segnale.
Anche lì è la risposta della gente. La nostra legge elettorale mostruosa.
In che senso?
Costringe a votare una lista che non hai scelto.
Meglio non votare?
No. Il voto è un esercizio di democrazia.
Sta nascendo una nuova Italia?
Ne è nata una fatta di persone. E’ un momento di modernizzazione che la politca deve capire. O saranno guai.
Ci parli dell'Ora Tour estivo.
Il concerto sarà lo stesso del tour invernale, andando in città nuove non c'era l'esigenza di intervenire sulla scaletta.
Ci indichi un libro per l'estate.
La lettura è intima, è difficile consigliare se non si conosce la persona.
Un libro che le è piaciuto letto di recente?
Direi Il mio nome è Asher Lev di Potok Chaim.
Il suo disco per l'estate?
Dopo 15 anni ho riscoperto Graceland di Paul Simon.
Gruppi che le piacciono?
Arcade Fire e Mumford & Sons.
Lei è un viaggiatore: che vacanza consiglia?
Qualunque basta uscire di casa. Una volta c’era il servizio militare che ti faceva vivere per un anno con persone provenienti da altre regioni. Si faceva in tempo di pace e sembrava più una colonia estiva che un servizio di leva.
Oggi si tende a essere stanziali.
Le dico solo che l'Italia è il paese con la più alta percentuale di persone che nascono e muoiono nello stesso paese.
Siamo un paese per vecchi?
Non possiamoò permettercelo.
Il suo prossimo viaggio?
Io sono come un cane: quando si apre la portiera mi getto fuori dall'auto e vado. Quest'anno sono in tour ma il prossimo punterò sull’Africa sub-sahariana, dolce e pericolosa.