di Marco Agustoni

Con testi acuti e ironici e sonorità pop piacevolmente retrò, spesso in allegro contrasto con la serietà (magari nascosta) degli argomenti trattati, i Toromeccanica arrivano al loro disco d’esordio, intitolato Star System, nel migliore dei modi: con poche, selezionate canzoni e senza dilungarsi più del dovuto. Abbiamo parlato del disco con il cantante Giampiero Della Torre, prima della presentazione ufficiale del disco al Parco Gondar di Gallipoli. E in più, possiamo mostrarvi un’interessante video backstage sulla realizzazione delle foto per il booklet del disco della band originaria di Alezio, con in sottofondo una delle tracce inedite di Star System, intitolata 79.

Star System è un disco sintetico, di soli sette brani, il che forse è un pregio vista la quantità di album composti per metà di riempitivi...

È un disco facile nel senso che è paradossalmente una sorta di greatest hits dei primi sei anni di attività della band. La scelta di fare un Ep è stata ragionata a lungo insieme al nostro produttore Davide Maggioni, perché come prima pubblicazione ufficiale abbiamo ritenuto opportuno concentrare tutte le energie sui brani migliori. Partire da una bella canzone che si regge in piedi da sola, cioè con il semplice accompagnamento della chitarra, è già un miracolo da custodire gelosamente, poi  sta a noi e alla nostra sensibilità darle il vestito migliore e cercare negli arrangiamenti di essere quanto più rispettosi possibile. 

Per quanto tempo e come avete lavorato al disco?
Abbiamo iniziato la pre-produzione del disco a ottobre del 2009 e per un anno abbiamo lavorato ostacolati non poco dalle distanze geografiche tra noi, originari della provincia di Lecce, e la sede della Rusty  Records che si trova a Milano. È stato quindi un anno fatto di lunghi e ripetuti viaggi per le registrazioni in studio. Nello specifico, poi, abbiamo scelto i brani più forti che avevamo realizzato in sei anni di attività live, quindi da questo punto di vista non bisognava pensarci su poi tanto. Per il suono invece abbiamo tentato diverse strade fino quando non abbiamo trovato quella linea comune che si sposava bene per tutte le tracce del disco, senza snaturarci troppo e rimanendo fedeli alla timbrica e all’interpretazione un po’ retrò che caratterizzano tutte le parti cantate.

Da dove arriva l'ispirazione per i vostri testi?
Tutti i brani del disco e dell’intero repertorio parlano di storie vere, ormai una regola che abbiamo deciso di portare avanti da sempre, in modo che chiunque vi si possa ritrovare facilmente.

Com'è, l'amore ai tempi della crisi? In saldo?
L’amore rimane amore sempre! L’amore ai tempi della crisi è un brano che parla di due giovani che si trovano a vivere l’amore in un periodo storico in cui è molto difficile sbilanciarsi, soprattutto economicamente. Un’amara constatazione della realtà porta il protagonista della canzone a inventarsi i più disparati escamotage pur di riuscire a passare un po’ di tempo con la ragazza che intende conquistare. Un pezzo autobiografico dove partendo da uno spunto realmente accaduto viene affrontato come di riflesso, sullo sfondo, il tema della crisi economica mondiale, cercando allo stesso tempo di essere scanzonati, leggeri  ma con dei contenuti.



Passiamo a Bungalow: com'è "rimanere a Gallipoli quando in realtà si vuole andare a Rimini"?
Significa passare ancora un’altra estate nel posto in cui siamo cresciuti, una sorta di metafora in cui il tempo passa così come l’amore e le nostre speranze di aprire un nuovo capitolo di vita si infrangono tra i meccanismi  della vita stessa, anche sei in fondo qui il mare è  stato sempre più bello di quello di Rimini!

Come approccerete l’album dal vivo?
L’album sarà il nostro biglietto da visita in questo tour. Ora che finalmente dopo anni di gavetta siamo riusciti a concepirlo, lo sentiamo come una parte di noi che è pronta a lasciare anche solo un piccolissimo solco in quello che è il grande disco della musica italiana. Se c’è un momento in cui tutto, o quasi, ci è permesso, è quello in cui siamo su un palco. E allora perché non sfruttare al meglio questo tempo, cercando di portare con ogni mezzo possibile agli occhi del pubblico tutto quello che è il nostro mondo musicale, fatto di immagini, slang, modi di essere, e atteggiamenti nei loro confronti? Noi siamo convinti che, se fatte con intelligenza, certe cose possono solo portare un plusvalore.