di Samuel Ferrari

E’ possibile essere drogati di sole? Se provieni dalla Valle d’Aosta, se ogni mattina aspetti che la luce scenda dai crinali delle montagne e faccia fuggire l’inverno, la risposta è si. Ero soltanto un ragazzo che guardava il cielo e si perdeva nel suo colore blu elettrico: la tonalità della speranza, il segno inequivocabile che il sole stava arrivando carico di energia. Continuo ad aspettare il momento magico in cui la notte lascia il posto all’alba; quando ti risuonano ancora in testa le emozioni appena vissute: le urla, le note, gli sguardi complici mentre la città ancora dorme.

Guido, penso, guardo il cielo blu elettrico e sento la vita: sento che c'è l'energia per cambiare, per pensare positivo. Sempre. La mia musica è intrisa delle stesse suggestioni. È introspettiva ma vuole veicolare energia. Testimonia una rinascita personale, un percorso che mi ha portato lontano da casa inseguendo un sogno. Ho scritto, arrangiato, registrato le canzoni del mio debut album Mattino Blu Elettrico in giro per il mondo: Londra, Los Angeles, Milano, New York e Roma. Ho cercato di riversare in quello che scrivevo le suggestioni musicali che più amavo (il synth pop anni ’80, il punk, il cantautorato italiano). Tutto questo senza mai dimenticarmi da dove venivo.