di Marco Agustoni

Björk è una di quelle cantanti che “se non è strano, non mi piace”, questo lo si è capito ormai da anni. Anche per il suo ultimo disco, Biophilia, in uscita il 27 settembre, non si è voluta smentire, tanto da prevederne due differenti versioni: una è un normale cd, mentre l’altra è un’applicazione disponibile solamente per Apple Store, che consiste in una rivisitazione multimediale dell’album, in cui a ogni singola traccia corrisponde una sottoapplicazione che permette di approfondirne ed espanderne i contenuti.

Già questo potrebbe essere abbastanza, dato che Biophilia sarà uno dei primi esperimenti in questo senso. Ma l’artista islandese non si è accontentata. Apple, infatti, è nota per la rigida policy che riguarda i contenuti che passano sul suo Apple Store, sui quali pretende pieno controllo. Quando le è stato chiesto se la filosofia “proprietaria” di Apple non le stesse stretta, Björk ha stupito tutti con la seguente affermazione, riportata da Drowned in Sounds: “Probabilmente non dovrei dirlo, ma spero che i pirati là fuori non stiano con le mani in mano”.

La dichiarazione non lascia spazio ad equivoci, e sembra trattarsi anzi di un esplicito invito ai cracker di piratare l’app di Biophilia per App Store. Per fugare qualsiasi dubbio, Björk ha aggiunto: “È proprio per questo che abbiamo scritto i programmi in modo che fossero compatibili con altri sistemi operativi”. Di sicuro Apple, che ha collaborato attivamente al progetto, non gradirà quanto detto dalla bizzarra musicista, ma ancora più certo è lo zelo con cui i pirati informatici da lei invocati si cimenteranno con Biophilia. Qualcosa ci dice che, nel giro di poco tempo, troveremo l’app a disposizione anche su Android e gli altri sistemi operativi.

In attesa di vedere come andranno le cose, ecco il video del primo singolo tratto da Biophilia, Crystalline, diretto dal regista francese Michel Gondry.