di Camilla Sernagiotto

La peggiore parolaccia che si possa pronunciare nel mondo delle sette note è senza dubbio “plagio”: ammazza qualsiasi compositore, dilania l’autore di un pezzo, mortifica una band più di un intero carico di pomodori marci lanciati sul palco durante un’esibizione.

Eppure le note sono sette e le combinazioni, per quanto infinite, prima o poi incappano in un brano che sembra proprio la copia di un'altra canzone.

Esistono poi casi eccezionali in cui quel pezzo è davvero l’imitazione di qualcos’altro: si tratta delle cover, spesso riarrangiate e reinterpretate secondo i gusti di chi le esegue.

E se molte volte queste riedizioni non possono nemmeno competere con l’originale, capita anche che il tributo sia migliore del brano autentico.

Da Video Killed The Radiostar dei The Buggles, che in tanti preferiscono nella versione dei Presidents of USA, a Personal Jesus dei Depeche Mode, reinterpretata meravigliosamente in chiave blues da Johnny Cash, fino ad arrivare alla diatriba su quale Knockin' on Heaven's Door sia più bella, se quella di Bob Dylan o quella dei Guns N' Roses, sono tante le canzoni che scoprono una nuova vita grazie a performer d’eccezione.

E proprio Johnny Cash era un mago in campo di cover, tanto da far venire la pelle d’oca a Trent Reznor dei Nine Inch Nails quando ascoltò per la prima volta la sua Hurt rifatta dal Re del Folk:



Non c’è da biasimare Trent Reznor: nessuno al mondo riuscirebbe a non emozionarsi ascoltando questo capolavoro che Johnny Cash incise poco prima della sua morte.

Brividi simili sono anche quelli che assalgono all’ascolto di un’altra eccezionale cover, ossia Wonderwall di Ryan Adams; a Noel Gallagher degli Oasis, autore della canzone, il nuovo arrangiamento del brano piacque così tanto da usarlo nei suoi live.

Non c’è da stupirsi, sentendo le prime note della versione di Ryan Adams…



Ci sarebbe poi Heartbeats del duo elettropop svedese The Knife, di cui è difficile non preferire la meravigliosa cover di José Gonzàles

Ecco la versione originale firmata The Knife:



E ora la cover di José Gonzàles, talmente bella da aver assicurato il successo ai prima sconosciuti The Knife: