di Fabrizio Basso

L'alchimia ritrovata. Dopo l'abbandono, l'ennesimo, di Jack Frusciante, i Red Hot Chili Peppers tornano con l'album I'm with you che è figlio di due anni di riflessioni e pensieri. Al fianco di Anthony Kiedis, Flea e Chad Smith c'è Josh Klinghoffer, chitarrista che è subentrato al "dimissionario" Jack Frusciante ma che da anni era nel giro della band e dunque "nonostante avessimo la fila davanti alla porta, è stato facile e naturale scegliere lui".

Mister Flea cosa è successo con Frusciante?
Già durante il tour di Stadium Arcadium (il loro precedente disco del 2006, ndr) qualcosa nel gruppo funzionava male. Dunque due anni di pausa mi sono serviti per capire come andare avanti e ritrovarmi.
Pensavate di sciogliervi?
Personalmente c'è stato un momento in cui dubitavo di andare avanti senza Jack ma poi l'entusiasmo è tornato.
Ma perché Frusciante vi ha mollati?
Bisognerebbe chiederlo a lui e comunque i motivi sono tanti. Gli auguro ogni felicità.

Josh, che di questo divorzio è testimone interessato, aggiunge: "Farò del mio meglio per essere all'altezza. Li conosco tutti bene a livello umano e ora cercherò di entrare ancora meglio nei meccanismi".

Lei e Anthony Kiedis siete ormai i tutor del gruppo.

Siamo mamma e papà dei Red Hot Chili Peppers. Anzi siamo i cugini di campagna. So come funzionano le altre band e posso garantire che noi siamo un'isola di democrazia. Josh è pari a noi e la sua fresca forza creativa ci fornisce nuova linfa.
La cover di I'm with you porta la firma di Damien Hirst.
E' un amico. la sua idea è stata accolta senza tentennamenti. La sua è una arte di qualità che si presta a ogni interpretazione.
Che musica ascolta in questo periodo?
So dove vuole arrivare. I critici americani dicono che il nostro è un disco senza troppo appeal.
Lo scrivono.
I critici sono pagati per criticare. In più quelli americani sono prevenuti. I nostri testi sono come le opere di Hirst, ognuno fornisce una sua chiave di lettura. Comunque, per soddisfare la sua curiosità, mi sono avvicinato alla musica africana e all'elettronica ma quel che conta è l'atmosfera in studio. Come disse Joe Strummer: sapete cosa è una opinione? Niente.
Che ha fatto nei due anni di riflessione?
Ho amato, sono diventato papà e ho studiato all'Università della California teoria musicale classica.
Prevede una svolta?
No ma prima del corso non avevo mai studiato uno strumento armonico. Ora ne comprendo le progressioni e so come gli accordi si relazionano tra loro.
Risultato?
Che quando ascolto musica classica ne gioisco.
Sarete a dicembre in Italia per due concerti tutti esauriti.
Ne siamo felici. La migliore risposta ai detrattori si chiama sold out.
Quale è il suo segreto?
E' una parola universale: il segreto di tutto è l'amore.