di Marco Agustoni

Vengono dall’Abruzzo, ma a sentirli suonare in molti pensano che si tratti di un progetto anglosassone. Gli scettici impenitenti possono andare ad ascoltarli, anzi ad assistere alla loro performance, perchè i loro show sono un qualcosa che segna, a Milano giovedì 10 novembre 2011 e a Roma sabato 12 novembre 2011 L’approccio eclettico con cui gli Ex Wave accostano, accozzano e mescolano suggestioni musicali differenti, dalla musica classica all’elettronica, dal pop all’avanguardia, costituisce quasi un unicum nel nostro Paese, tanto da far meritare al duo gli apprezzamenti di George Michael e l’apertura di alcuni live dei Deep Purple. Ora i due polistrumentisti escono con il loro secondo album, intitolato Plagiarism, anticipato dal singolo Glenn Gould is Alive. Ne abbiamo parlato con loro.

Il vostro disco si intitola Plagiarism e le citazioni non mancano, sia sonore, sia visive (nda: in copertina sono raffigurati vari musicisti, dai Prodigy ai Radiohead): la creatività è un processo collettivo, più che un impulso individuale?
Il concetto di Plagiarism vuole essere un po' una provocazione, perché nella fase creativa abbiamo fatto in modo di non ascoltare i musicisti che ci piacciono, così da evitare il più possibile influenze inconsce. Questo perché in effetti il processo creativo rischia di essere collettivo, mentre noi vorremmo che rimanesse un momento individuale.

A livello musicale, nel disco c'è davvero di tutto...
Per ascoltare e apprezzare la nostra musica in effetti è necessaria una certa apertura mentale. Ci siamo detti: perché non lasciarci andare e dare spazio a tutte le nostre passioni e capacità? Il risultato è un disco sicuramente molto vario, mentre spesso molti gruppi fanno album con un sound del tutto omogeneo e questo per noi è molto strano.

Nel disco ci sono due cover: Poker Face di Lady Gaga e My Body is a Cage degli Arcade Fire. Come le avete affrontate?
Con Poker Face è stata una sorta di esercizio di stile, perché abbiamo reso il brano da veloce a lento, da allegro a cupo, lo abbiamo proprio ribaltato. Il pezzo degli Arcade Fire invece è un po' più simile al nostro mondo e ci siamo divertiti e lasciati andare.

Ex Wave - Glenn Gould is Alive


Come rendete la complessità sonora dei vostri dischi dal vivo?
Registrato il disco abbiamo lavorato molto al live, porteremo in giro uno spettacolo molto particolare. In ogni caso cerchiamo di rendere lo show il più autentico possibile suonando tutti gli strumenti o comunque intervenendo direttamente sull'elettronica: non ci saranno basi registrate o cose simili. Di solito in concerto non improvvisiamo, ci piace avere tutto sotto controllo. Però improvvisiamo durante le prove, tanto che molti brani si sono completamente trasformati: Supernova, ad esempio, dal vivo è cambiato così tanto che ne abbiamo tratto un brano per il nostro prossimo disco.

In Italia come viene recepita la vostra musica?
Troviamo che nel Paese ci sia voglia di cambiamento e di novità. Abbiamo notato che c'è un grande interesse attorno a questo nosto progetto italiano che suona in un certo senso così straniero. Poi noi siamo venuti prima fuori all'estero, con attestati di stima da parte di personaggi come George Michael, quindi è naturale che anche qui si sia creata un po' di curiosità.

Come è stato aprire (più volte) i live dei Deep Purple?
Straordinario. Ma l'emozione più grande è stata dopo il primo concerto, più che durante, quando ci siamo accorti che la band era rimasta ad ascoltarci tutto il tempo e i membri del loro staff sono venuti a chiederci il nostro disco.

In 3:32 ricordate il terremoto de L'Aquila...
Sì, per noi non è stata affatto una mossa strategica, è qualcosa che sentiamo molto, perché abbiamo amici e parenti a L'Aquila e anche da noi a Teramo si sono sentite le case tremare. Non se ne è parlato in tv o nei giornali, ma anche in città come la nostra o Rieti quella situazione ha generato panico, c'è stata molta paura e in molti hanno dormito in strada per il timore che la casa crollasse. Adesso gli aquilani vivono tutti fuori città, ma ci piacerebbe riuscire a fare un concerto nel centro de L'Aquila, in città vecchia.

Vi dedicate anche alla sonorizzazione di mostre: è un ambito in cui vi trovate a vostro agio?
Il mondo delle mostre è aperto sia alla musica classica che all'elettronica e di solito si tratta di situazioni esclusive, nel corso di un evento, per cui ci sta bene una musica che non consista in semplici canzonette. C'è una componente cinematica della nostra musica che si adatta molto bene ed è un tipo di esperienza che ci piace.