di Marco Agustoni

Di recente si è sentito parlare molto di Entics, un po’ per le sue collaborazioni prestigiose al fianco di rapper come i Club Dogo ma soprattutto Fabri Fibra, di cui è fidata spalla in tour, un po’ per la polemica che di recente lo ha visto protagonista assieme a Mondo Marcio su Youtube. Di sicuro, dopo i numerosi mixtape che sono girati sul web e i live in giro per il Paese, si è creata una grande attesa attorno al musicista milanese, che  arriva ora al disco di esordio con una major, la Sony, che sul suo Soundboy ha scommesso molto. Ecco come Entics ha presentato il suo lavoro alla stampa.

Partiamo dal titolo…
L’ho scelto perché i soundboy sono i ragazzi che amano la musica e le esperienze vere, che non stanno solo su internet – dove peraltro anch’io passo molto tempo, senza però che sia la mia unica occupazione –, ma vivono le cose in maniera diretta.

Ti sei fatto conoscere grazie a una serie di mixtape girati sul web e nel disco c’è anche un brano intitolato Il mio mixtape: si tratta di un passaggio fondamentale per un musicista, oggi?
Sì, credo che sia fondamentale, perché oggi è difficile che una major venga da te se non sei ancora nessuno e parti da zero. Hai bisogno di esserti già costruito una fan base, per poter competere con chi magari è passato da un talent e ha già il suo pubblico.

Tra dancehall e hip hop, in Soundboy verso dove pende l’ago della bilancia?
Il mio percorso parte dalla dancehall, dal reggae, che in Italia è molto più di nicchia rispetto all’hip hop. Io nel mondo dell’hip hop mi ci sono ritrovato più che altro perché molti rapper mi chiedevano di registrare dei ritornelli per loro e da lì mi sono fatto conoscere nell’ambiente. Il mio amore rimane il reggae, ma nel disco cerco di bilanciare entrambi gli aspetti.



Oltre al featuring, qual è stato il ruolo di Fabri Fibra nel disco?
Sono arrivato in studio con tantissime idee e Fabri mi ha dato una mano a concretizzarle e a rendere i testi più comprensibili, così che fossero accessibili a tutti, anche perché forse all’inizio utilizzavo un linguaggio un po’ troppo underground.

È doverosa una domanda sul dissing con Mondo Marcio…
Allora, nel 2007 in una canzone io avevo tirato una frecciatina contro un altro musicista reggae (nda: Babaman), ma siccome non ero famoso, lì per lì lui non mi aveva neanche dato retta. Poi, sicome adesso c’è questa storia del disco con una major, a distanza di quattro anni chissà come mai si è rifatto vivo. Ho deciso di tentare di sfruttare la situazione a mio vantaggio e gli ho risposto prendendolo in giro, ma per farlo ho chiamato in causa Mondo Marcio. Marcio se l’è presa e a sua volta ha fatto un dissing contro di me, e così via. Solo che siccome lui è molto conosciuto, per me tutto questo si è tradotto in una grande pubblicità.