di Fabrizio Basso

E' la tranquillità fatta persona. Eppure le sue notti sono tutto tranne che tranquille. David Guetta, 43 anni, è il re dei deejay. E' lungimirante nelle intuizioni, sa leggere i cambiamenti, fa il marito e il papà. Concedendosi solo di poter dormire la mattina. Sua moglie Cathy Lobe la conosce dal 1989, l'ha sposata nel 1992. Poi sono arrivati Tim-Elvis e Angie.

Mister Guetta chi porta i ragazzi a scuola?
Mia moglie. Ma non è una regola, ci aiutiamo a vicenda.
Chi comanda in casa?
Siamo alla pari, non esiste un boss.
Ma quando trova il tempo per stare insieme a sua moglie?
Lo troviamo. Lei conosce il mio lavoro e sa quanto lo amo. E poi se il lavoro va male anche a letto va male.
Il suo brand è Fuck me I'm famous.
E' nato per caso a Ibiza.
Gran posto Ibiza.
La prima volta che ci sono stato sono rimasto colpito dalla bellezza. E dalla tolleranza e libertà che si respira nell'aria.
Per i deejay è il top.
Lì lavorano i migliori e si ascolta la musica migliore.
Come nasce il brand?
Vedevo i ragazzi che insidiavano le fanciulle. La gente famosa era molto ambita e dunque ho coniato quel detto, lo trovavo perfettamente calzante.
In Nothing but the Beat ci sono un mucchio di star?
Il casting è grandioso. Timbaland è un genio. Sia credo sarà la rivelazione.
Dove va la dance del terzo millennio?
E' quello che decenni fa era il rock. O il pop. Da genere di nicchia si sta allargando.
Per questo il suo album è doppio?
Sì, uno cd è pop e l'altro elettronico. Bisogna incuriosire. Deve sempre scorrere energia.
La gente lo capisce?
Il pubblico di oggi è intelligente. Ma non solo quello che ascolta musica, anche quello che guarda la televisione.
Un consiglio al suo sterminato popolo della notte?
Non smettere mai di allargare la mente