Oasis, un volo lungo 15 anni

“Il mio manager mi ha chiesto chi fossero gli High Flying Birds (gli “uccelli che volano alto”, ndr). Non sono nessuno in particolare. I Noel Gallagher’s High Flying Birds sono io e chiunque sia con me, qualunque cosa io stia facendo”. Noel Gallagher non ha le idee chiare e lo dichiara orgoglioso. A proposito del suo nuovo album. In vendita dal 18 ottobre, ammette: “La gente penserà che la mia è stata una scelta cosciente di fare qualcosa di diverso. Non è così. È solo quello che è uscito”. E continua: “Non è un album degli Oasis. Non so cosa sia… ancora”.

La parola ai fan, dunque. Gallagher è sicuro solo di una cosa: lavorare da solo e provare nuove collaborazioni con altri artisti è stata un’esperienza fantastica. Lo ha spinto ad esplorare territori nuovi, non solo in campo musicale. Ad esempio, è stato vinto dalla necessità di comprarsi un computer: “Non mi ero mai avvicinato a una computer prima” confessa l’artista. “Gem [Archer] caricava per me le canzoni sull’iPod, quidni non ne avevo bisogno. Poi mi hanno detto che c’erano dei ragazzi su Youtube che cantavano delle canzoni che non avevo ancora scritto, perché qualcuno era riuscito a filmarmi durante un soundcheck. Non mi importava, ma ero curioso di sapere cosa stesse succedendo. Così ho deciso di comprarmi un computer. Mi sono sentito come il primo uomo che ha scoperto il fuoco”. 

Il disco è stato anticipato dal singolo “The death of you and me”, lanciato a fine luglio